Un trionfo. Definirei così il primo Convegno Nazionale sul Parto in Casa, che ha avuto luogo lo scorso 29 ottobre alla Triennale di Milano. Scusate l'enorme ritardo con cui pubblico questo post dedicato a un evento che ha avuto un grande successo e che è stato organizzato grazie alla testardaggine e alla passione infinita di Marta Campiotti, presidente dell'Associazione Nazionale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità.
Al primo convegno nazionale su questa alternativa al parto medicalizzato hanno partecipato oltre 300 ostetriche da tutte Italia, tra le quali anche Verena Schmid, fondatrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica e presidente dell'Associazione Centro Benessere Maternità (nonché autrice di entrambe le introduzioni ai miei due libri) e la mitica Piera Maghella, fondatrice del Mipa (Movimento Internazionale Parto Attivo). L'unione fa la forza, è proprio il caso di dirlo!
Donne e professioniste attente e combattive, preparate ed estremamente motivate si sono confrontate e hanno raccontato la loro esperienza, i loro successi e le loro difficoltà nel portare avanti una battaglia importante in favore della libertà di scelta delle donne e della salute dei loro bimbi.
Ho avuto il piacere di essere coinvolta per moderare una tavola rotonda di mamme e papà che hanno fatto questa scelta. Una bella occasione per confrontarsi e capire davvero come raggiungere il proprio obiettivo in un Paese dove quasi il 40% delle partorienti vengono cesareizzate.
Questo è stato il primo passo di un lungo percorso, ma dalle energie che sono state messe in campo ho davvero avuto l'impressione che qualcosa stia davvero cambiando.
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19 dicembre 2016
14 gennaio 2016
Benessere donna: armonizzarsi con i cinque elementi
Se potete, vi consiglio di partecipare a un nuovo percorso di ricerca personale condotto da Verena Schmid, una grande donna, ricercatrice, docente e attivista a livello internazionale. Autrice delle prefazioni dei miei due libri (Partorire senza paura e Il Parto in casa), dedica la sua vita ad aiutare le donne a ritrovare le loro innate capacità e competenze, e si batte per creare e promuovere un nuovo modello di assistenza alla gravidanza e alla nascita.
BENESSERE DONNA: ARMONIZZARSI CON I CINQUE ELEMENTI
UN VIAGGIO ATTRAVERSO GLI ELEMENTI E GLI ARCHETIPI FEMMINILI
Nuove date: 5/3, 2/4, 7/5, 4/6, 25/6 2016, Firenze
Nuove date: 5/3, 2/4, 7/5, 4/6, 25/6 2016, Firenze
Gli elementi della natura sono dentro di noi, nel nostro corpo, nella nostra psiche, nelle nostre emozioni. Sono anche attorno a noi, nella natura, nel cibo che mangiamo, nell’aria che respiriamo, nell’acqua che beviamo nella quale ci immergiamo, nel calore in cui ci crogioliamo. Noi siamo il nostro ambiente e l’ambiente ci rispecchia, ci parla. Siamo costruiti dagli elementi fin dal concepimento. Gli elementi sono i mattoni della vita su questo pianeta. Sono le nostre risorse primarie.
Si muovono in modo dinamico e in infinite combinazioni che cambiano in base a quello che viviamo, ai cicli di vita, alle relazioni. Conoscere e contattare gli elementi dentro di noi non solo ci permette di conoscerci meglio, ma anche di armonizzarci dentro di noi e con gli altri. Il contatto con gli elementi aumenta la tolleranza basata sul riconoscimento di quello che è.
Il cerchio degli archetipi delle tappe o degli strati della vita femminile integra questa conoscenza, ci permette di orientarci in ogni momento, di trovare risorse e di dirigere i nostri progetti.
Degli elementi è propria la semplicità e la profondità e semplice è la proposta di lavoro. Sarà l’esperienza del gruppo, la sua specifica composizione elementale a dare la direzione a quello che accadrà.
Si muovono in modo dinamico e in infinite combinazioni che cambiano in base a quello che viviamo, ai cicli di vita, alle relazioni. Conoscere e contattare gli elementi dentro di noi non solo ci permette di conoscerci meglio, ma anche di armonizzarci dentro di noi e con gli altri. Il contatto con gli elementi aumenta la tolleranza basata sul riconoscimento di quello che è.
Il cerchio degli archetipi delle tappe o degli strati della vita femminile integra questa conoscenza, ci permette di orientarci in ogni momento, di trovare risorse e di dirigere i nostri progetti.
Degli elementi è propria la semplicità e la profondità e semplice è la proposta di lavoro. Sarà l’esperienza del gruppo, la sua specifica composizione elementale a dare la direzione a quello che accadrà.
- entro il 15 gennaio c'è ancora la possibilità di iscriversi con uno sconto del 10%
Per prenotazioni e info: info@benesserematernita.it
30 aprile 2014
Nascere secondo natura? Yes you can!
Sono lieta e orgogliosa di annunciarvi l'uscita a breve di una nuova edizione del mio libro sul parto in casa. Uscito originariamente nel 2010 per la Red Edizioni, Il Parto in Casa sta per essere ripubblicato, in una versione rivista e aggiornata, da Il Leone Verde nella collana Il Bambino Naturale.
Oggi la quasi totalità dei parti avviene in ospedale e il 40% di questi termina con un taglio cesareo. Negli ultimi tempi, però, sempre più donne vorrebbero vivere il parto da protagoniste, in un’atmosfera di intimità e fiducia, per vivere la maternità come potenzialità personale più che come un evento da subire passivamente. In questo libro sul parto in casa, una scelta che in Italia è ancora oggetto di resistenze, pregiudizi e tabù, indago senza prevenzioni
su questa pratica sostenendone la sicurezza, documentata da un’ampia letteratura scientifica.
Partendo dalla mia esperienza di mamma di due bambini nati tra le mura domestiche, riporto dati, statistiche e numerose testimonianze di personalità del settore, operatori e mamme che hanno scelto questa opzione.
Ma non si tratta solo di un libro sul parto domiciliare: propongo anche una riflessione più ampia sulla condizione della donna moderna e la nascita.
In questo volume ho inoltre raccolto, grazie ai contributi e alle consulenze di alcune esperte e donne fantastiche, numerosi e utili consigli pratici per prepararsi ad affrontare al meglio questo straordinario momento nella vita di una donna.
Non mancano un decalogo sull’allattamento e un manuale di sopravvivenza per gravidanza, parto e post-parto, oltre a capitoli sulla figura dell’ostetrica e sulle Case di Maternità.
A firmare l’introduzione, è la cantante Giorgia, che ha fatto nascere in casa il suo piccolo Samuel. Dopo aver impreziosito la prima edizione con un suo contributo, mi ha regalato un nuovo testo, del tutto inedito e molto affettuoso. La ringrazio tanto per la sua generosità.
La prefazione è della grande Verena Schmid, ostetrica nota a livello internazionale, autrice di numerosi libri e direttrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica di Firenze, per la quale nutro una enorme stima e un profondo affetto.
Insomma, mi raccomando! Seguitemi e ... a presto per le presentazioni!
Elisabetta
20 dicembre 2012
PROMOZIONE DI NATALE!!!!
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Potrai ordinarli comodamente da questo sito.
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B U O N N A T A L E !!!
22 maggio 2010
6 maggio 2010
Prefazione di Verena Schmid a "Il parto in casa"
Partorire a casa è antico o moderno? Elisabetta Malvagna, donna moderna, professionista e madre, in questo libro riveste di moderno l’antico parto delle donne. Partendo dalla sua esperienza personale, spazia da esperienze di parto appartenenti al passato alle sue forme odierne più tecnologiche, per ricollocarsi poi in mezzo: in un parto gestito dalla singola donna in base ai suoi desideri e bisogni profondi, in un atteggiamento protettivo per sé e il proprio bambino, ma anche con l’aiuto medico a disposizione, qualora occorra. Un parto che può avvenire a domicilio o anche in ospedale, ma senza cedere la propria soggettività ad altri.
La domanda più urgente posta comunemente parlando di parto a domicilio è la questione della sicurezza, questo in un’epoca moderna appunto, dove sicurezza è sinonimo di intervento, emergenza, ospedale, terapie mediche, piuttosto che di stile di vita, autogestione, sensibilità verso il proprio corpo, relazione, comunicazione, scelta, motivazione.
Dal punto di vista razionale, scientifico alcuni punti fermi sul parto a domicilio oggi ci sono:
- è sicuro quanto, se non di più di quello in ospedale per le donne a basso rischio o, come preferisco dire, le donne ad alta salute;
- le donne che partoriscono a domicilio sono più soddisfatte dell’esperienza e dell’assistenza;
- per le donne ad alta salute l’assistenza ostetrica-specifica delle ostetriche è più sicura ed efficace dell’assistenza medica, poiché ogni intervento medico ha i suoi rischi;
- la continuità dell’assistenza è la forma più efficace di assistenza, che porta ai migliori esiti materni e neonatali;
- il parto a domicilio è un parto demedicalizzato a bassissimi interventi e altissima qualità.
Un’ampia letteratura scientifica conferma tutti questi aspetti con chiarezza ed Elisabetta lo documenta in questo libro con diversi esempi. Il numero delle donne indagate in tali ricerche è molto alto: 42 000 in Germania, 11 000 in America, 530 000 in Olanda per nominarne solo alcune. L’evidenza scientifica c’è. Chi la ignora fa oscurantismo. E’ dunque venuta l’ora in cui lasciar cadere le resistenze, i pregiudizi, i timori, i tabù, le immagini di arretratezza sul parto a domicilio e di dargli un posto paritario nelle varie offerte assistenziali, come forma di assistenza moderna e efficace.
Dal punto di vista emozionale, un elemento di sicurezza determinante, anche nelle situazioni limite, è la motivazione. Questo elemento non viene considerato nelle ricerche scientifiche eppure è fondamentale. Il parto a domicilio oggi, come scelta consapevole e condivisa, proprio perché è poco sostenuto dall’esterno, richiede una forte motivazione. Questa motivazione, che rende protagonisti i genitori, sveglia le risorse endogene e attiva le risorse ambientali, tutte risorse con cui molti rischi possono essere ribilanciati e che fanno dominare la salute. Dal punto di vista ambientale, la moderna neurobiologia ci aiuta a capire meglio le dinamiche tra ambiente e persona. Dimostra, come i fattori ambientali rappresentino il campo che determina i processi all’interno di un organismo o di una cellula, il meccanismo è lo stesso. Il campo, l’ambiente in cui avviene un processo fisiologico ne determina dunque la qualità. L’ambiente del parto, qualsiasi esso sia, ne modifica le dinamiche. L’ambiente domiciliare è il territorio della donna, della coppia, il luogo della loro intimità. L’ostetrica che assiste è ospite. Già questo aspetto territoriale induce maggiore rispetto. Inoltre il domicilio è un luogo non medico, non vi si trovano strumenti, apparecchi e quant’altro che prospettano interventi. La donna sa (e lo ha scelto) che deve contare sulle proprie forze, sulle proprie risorse, quindi le attiva. Il suo partner è con lei come partner affettivo e sessuale sul suo territorio e come tale ha la grande competenza, di sostenerla nell’apertura e abbandono al parto, tanto simile all’esperienza sessuale. Quale migliore guida per la donna, che non colui con cui condivide quest’esperienza e che la conosce meglio di qualsiasi operatrice? Infatti il “fare” dell’ostetrica a domicilio riguarda più l’ambiente, che direttamente gli interventi sulla donna, rendendolo idoneo e intimo, affinché lei possa stare in apertura nel suo processo.
A domicilio a volte il fare è intrattenere gli altri bambini o il marito, cucinare, preparare il letto o altri angolini della casa, rassicurare parenti e madri ansiose. A volte il fare dell’ostetrica è dormicchiare sul divano, seguendo il travaglio con l’orecchio trasmettendo alla donna la sensazione che tutto proceda bene.
Intanto l’ostetrica svolge un’attenta osservazione attraverso i sensi: vista, udito, odorato, tatto. Attua una valutazione circolare, mettendo insieme tutti i fattori osservati. Affronta gli eventuali problemi con la metodica del problem solving avviando processi decisionali nella donna e nella coppia. Instaura una relazione che favorisce l’apertura. Usa l’intuizione e l’ascolto come strumento professionale e relazionale. Offre sostegno fisico e emozionale al bisogno. Può promuovere interventi di analgesia fisiologica, se richiesta. Il suo è un fare che può essere interpretato anche come non fare, un “fare-non fare” che crea quella base sulla quale la donna si può esprimere, le sue risorse possono emergere e può infine sentire l’esperienza della nascita come un suo risultato. A questo si aggiunge la capacità di riconoscere, quando il processo fisiologico si blocca e saper scegliere il tipo di intervento adeguato. Anche in caso di bisogno, gli atti devono essere pochi, ma mirati e precisi. La personalizzazione dell’assistenza, infine, è un’altro importante elemento di sicurezza del parto domiciliare, possibile solo con la continuità dell’assistenza (indispensabile ai fini della sicurezza), in contesti piccoli e decentrati, con il minor numero di operatori presenti compatibilmente con i bisogni, così come li consiglia l’Organizzazione Mondiale della Sanità per i parti fisiologici.
Molte donne giovani cominciano a vedere il parto a domicilio come il vero progresso. Vi vedono una possibilità di tutela della propria integrità sia fisica che decisionale, una possibilità di empowerment. Sanno ormai, dopo 30 anni di parto a domicilio moderno, che l’assistenza è qualificata, le ostetriche domiciliari specializzate, esperte e disponibili. Sanno che le donne che hanno fatto questa scelta sono tutte soddisfatte. Il parto a domicilio con queste basi oggi rappresenta la forma post moderna dell’assistenza ostetrica, quindi il suo futuro. La sua attuazione su larga scala comporta però una serie di cambiamenti sostanziali, di non facile applicazione, tra cui l’introduzione della continuità dell’assistenza per mezzo di una stessa persona. Inoltre, ci vorrebbe un riorientamento scientifico dalla patogenesi alla salutogenesi, da un orientamento verso il rischio a un orientamento verso le risorse, un passaggio che anche nel parto domiciliare odierno, in particolare in quello istituzionalizzato, non è ancora compiuto. Nel frattempo sono le donne desiderose di viversi la maternità come potenzialità personale piuttosto che come un evento da subire, le coppie desiderose di vivere la nascita del loro figlio come estensione della propria vita sessuale a prendersi questo spazio, con tutte le difficoltà date dalla mancanza totale di sostegno sociale, economico, politico, culturale e spesso anche con la difficoltà di trovare chi le assiste.
Elisabetta Malvagna racconta in modo molto realistico, a volte anche drammatizzando il conflitto della scelta della donna, questo oscillare tra esposizione negli ospedali e intimità protetta a domicilio dato dal desiderio comune di tutte le madri: il desiderio di sicurezza e intimità. Con uno sguardo a tutto tondo, con l’occhio della giornalista che indaga un territorio senza prevenzione ideologica o intellettuale, descrive scenari vasti, sorretti dalle testimonianze di chi li abita, invitando le donne a rimanere protagoniste della loro esperienza del parto e della nascita, ovunque accada. Infatti, non si tratta solo un libro sul parto a casa, ma l’autrice propone anche una riflessione sulla condizione della donna moderna e il parto. Si interroga su quale spazio oggi possa prendere la maternità all’interno di una vita di donna lavoratrice. Dati alla mano, Elisabetta fa vedere che la maternità ancora non è valorizzata a nessun livello, anzi, come il fast food, sembra un evento da inserire nell’agenda delle proprie attività con un valore marginale e uno spazio minimo. Quello che conta è farsi vedere due giorni dopo il parto nuovamente al posto di lavoro o nel proprio ruolo sociale, efficienti e magre come sempre, negando lo spazio a un’esperienza di trasformazione eccezionale, che per l’appunto, solo le donne sono chiamate a vivere. Rinunciando così al suo potenziale di estasi e a quel periodo così breve nella vita carico di tenerezza e affetto, che è l’inizio della vita del proprio bambino.
Quindi, non rimane che a ogni singola donna restituire all’esperienza della maternità un valore grande nella propria vita. Prendersi e godersi lo stato del tutto eccezionale, estatico che la nascita fisiologica, naturale del proprio figlio le può donare.
Verena Schmid
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