17 marzo 2017
2 gennaio 2017
I miei figli sono nati in una tinozza
5 gennaio 2016
Porta a Porta e il parto "militarizzato"
Faccio fatica a parlare di un altro ospite, Herbert Valensise, responsabile dell'Unità Ostetrica del Fatebenefratelli di Roma, uno specialista della patologia. Cerco di mantenere la calma, ma non garantisco di resistere fino alla fine del post. L'ineffabile professore è partito subito svicolando con eleganza di fronte a una puntuale domanda del prode Vespa sulla percentuale di mortalità neonatale nel suo ospedale. Poi si è lanciato in un discorso fumoso e sgrammaticato. Queste le sue testuali parole: "Il punto importante è una speranza, che è quella che tutta la comunità scientifica segue (il congiuntivo non è previsto) un iter per cercare di trovare un (sì, "un") conduzione della gravidanza che sia equilibrata fra la militarizzazione (sìììììì, ha detto proprio "militarizzazione"!) e la naturalità e comporti una diminuzione del rischio". Se opera come parla, alla larga!!!!!!!
"Parliamo un attimo del parto in acqua", chiede curioso Vespa a Valensise. "Il parto in acqua è quello in cui la signora (e se e' signorina?) partorisce immersa in una vasca e il bambino viene espulso all'interno di una vasca piena d'acqua". Ma dai! Ma veramente????? Centinaia di studi e tonnellate di evidenze scientifiche bruciate in un nanosecondo. E poi quell'ESPULSO sa tanto di qualcosa da buttare via, qualcosa di scomodo di cui liberarsi il prima possibile. Tipo le feci. Non poteva usare più felici e "umane" espressioni come "nasce" o "viene alla luce"?
Oltre a parlare del ruolo fondamentale delle ostetriche, Veronica sul tema (centrale) del dolore ha superato se stessa (dimostrando anche di aver letto il mio libro, "Partorire senza paura"): "Io ho scelto di non fare l'epidurale". "Perché, volevi soffrire?", fa Vespa. Lei non si scompone: "Non è che volevo soffrire, ma anche il dolore ha una sua valenza, serve alla madre e al bambino. Serve ad acquisire una consapevolezza dei propri limiti". Ormai è partita in quarta, non la ferma nessuno, neanche lo sconvolto Valensise. "Una volta che partorisci con quel dolore, acquisisci una forza interiore che ti aiuta poi nella vita, nel maternage. Il dolore l'hanno provato tante donne prima di me, così ho pensato perché devo rinunciare a questa esperienza? Devo prima capire che cos'è. Ho visto che ce la potevo fare, che potevo attingere dalle mie risorse".
Esilarante (e scandalosa) l'abissale disinformazione di Valensise sul parto in acqua: "Non si usa molto frequentemente perché ha dei vantaggi e degli svantaggi. Ci devono essere delle equipe che sono abituate a fare questo tipo di andamento (sommozzatori?) e ci sono dei rischi di tipo infettivo legato all'evoluzione del travaglio di parto stesso. Ci sono delle remore....".
Ma che dice? Prima di tutto: io, che ho partorito in casa due volte, ho dato alla luce il mio secondogenito in acqua ed erano presenti solo mio marito e l'ostetrica. Una modalità assolutamente normale. Secondo: da studi internazionali e italiani - ad esempio l'ospedale di Vipiteno (Bolzano), che nonostante sia un'eccellenza rischia la chiusura - il parto in acqua non implica un rischio maggiore di infezioni materne e neonatali. E visto che ci siamo, cito anche uno studio del National Childbirth Trust britannico, secondo cui dopo il parto il 22% delle donne ospedalizzate contrae un'infezione, contro il 5% delle donne che partoriscono in casa.
Insomma, per concludere, ho avuto la conferma dell'inadeguatezza di alcuni professionisti della nascita, che continuano imperterriti a mantenere posizioni e convinzioni ormai superate dai fatti e dalle evidenze scientifiche, a scapito delle mamme e dei loro bambini. Per quanto riguarda Veronica Maya, invece, posso dire Brava! Una piccola luce nel buio dell'informazione istituzionale.
p.s. aggiornamento: oggi (13/01/2016) è nata la figlia di Veronica Maya, Katia Eleonora. Auguri!
2 agosto 2011
Giorgia: il parto in casa? Si puo' fare / Esclusiva
17 gennaio 2010
Parto in acqua? A Tarquinia si può....
4 dicembre 2009
14 novembre 2009
Intervista esclusiva a Elisa, neo mamma felice
Leggi anche l'intervista Ansa sul nuovo album Heart
18 ottobre 2009
Il parto in acqua? Si può fare anche a Nola
15 settembre 2009
Un bellissimo parto in casa, in acqua
Un bellissimo video di un parto in casa, in acqua, in un'atmosfera di calma, pace e intimità. La mamma assiste i parti in casa e stavolta ha assistito il suo, accompagnata dal marito e dai due figli. Dopo un duro lavoro (e tante urla, a me e' successa la stessa cosa durante la nascita della mia primogenita) è nato un bellissimo bimbo, accolto subito dai suoi due fratellini.
11 agosto 2009
Arriva la vasca per il travaglio in acqua
«La vasca per il travaglio in acqua - hanno spiegato i medici - ha come scopo principale quello di lenire il dolore, nei momenti precedenti al parto, contribuendo al rilassamento muscolare. Questo porta le future mamme a affrontare con più calma e maggior benessere fisico un momento così particolare e delicato come quello del travaglio».
Un ulteriore gesto di solidarietà dunque, che si va ad aggiungere alla donazione dell’isola neonatale, inaugurata l'anno scorso, completando idealmente un percorso di potenziamento della Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale borgotarese.
Fonte: Gazzettadiparma.it, 11 agosto 2009
14 luglio 2009
Il dolore del parto alla base del legame affettivo mamma-bebé
LONDRA - "Il dolore del parto ha uno scopo, quello di formare un legame tra madre e bambino e renderla consapevole delle responsabilita' dell'essere madre". Questa e' l'opinione di Denis Walsh, ostetrico dell'Universita' di Nottingham (Gran Bretagna). "Le donne - ha proseguito l'ostetrico britannico - dovrebbero essere preparate a sopportare il dolore della nascita, e non semplicemente ad evitarlo. Si tratta di un rito di passaggio, fondamentale per stabilire un forte legame tra madre e figlio. Ci sono delle forti prove del fatto che il parto normale e il travaglio attivano delle aree nel cervello della madre associate alla formazione dei legami affettivi. Qualcosa che non succede nel parto cesareo o in quello indolore".
Welsh, che ha esposto la sua opinione sulla rivista Evidence Based Midwifery, e' convinto che l'uso eccessivo di epidurali possa portare ad anestetizzare' l'esperienza della maternita'. "Ci sono numerosi metodi alternativi - ha detto - che possono diminuire il dolore, come yoga, ipnosi, massaggi, idroterapia e parto in acqua.Queste pratiche andrebbero incoraggiate. L'epidurale, invece, presenta dei rischi clinici come prolungamento della fase di travaglio e minori percentuali associate di allattamento al seno. Oggi la maggior parte degli ospedali e delle cliniche la permette su richiesta. Il 20 per cento delle donne che ottiene l'epidurale non ne ha veramente bisogno".
L'opinione di Welsh ha gia' sollevato un polverone di polemiche da parte di altri esperti ostetrici. "Si tratta di un'esagerazione dei rischi dell'epidurale", ha detto Justin Clark, ginecologo del Birmingham Women's Hospital. "Questa tecnica anestetica non e' abusata", ha concluso.
Fonte: AGI SALUTE e NEWSFOOD.COM, 13 luglio 2009
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200907131248-hpg-rsa0011-parto_ostetrico_gb_dolore_forma_legame_affettivo_madre_bebe
13 luglio 2009
ll parto? In acqua e con l'ipod
5 maggio 2009
Un parto in acqua vissuto in famiglia
27 aprile 2009
Vipiteno capitale del parto in acqua
Vipiteno e' la 'capitale' italiana dei parti in acqua. Nella cittadina altoatesina infatti e' nato in acqua il 2500/o bambino. Le esperienze del reparto di Vipiteno, diretto dal primario Albin Thoeni e che vede in acqua il 40% dei suoi neonati, hanno suscitato l'interesse della stampa internazionale con pubblicazioni in italiano, tedesco, francese e polacco e spagnolo. Il 16 maggio verra' organizzato un corso pratico-teorico sull'argomento, con partecipanti da tutta Italia. |
31 marzo 2009
25 marzo 2009
Il parto in acqua piace alle donne di Vizzolo

Fonte: http://www.junior.cybermed.it/, 25 marzo 2009
9 febbraio 2009
Una vasca per il parto in acqua di ultima generazione a Magenta
28 gennaio 2009
Beatrice, prima nata in casa dopo 30 anni
I genitori di Beatrice, Paola Mariani e Stefano Mazzocca, affermano di aver vissuto una esperienza bellissima; Paola, continua dicendo che “ogni mamma dovrebbe poter vivere positivamente l’esperienza del parto, in modo naturale” .
Il Sindaco, dopo aver fatto gli auguri ai genitori, ha posato per la fotografia di rito cingendo fra le braccia Beatrice e invitando i concittadini a valutare la bella ed importante opportunità di partorire a casa propria, perché si possa tornare alle orgogliose tradizioni di “nato a Spoltore” dando quella valenza singolare di appartenenza.
Fonte: abruzzoliberale.it, 28 gennaio 2009
6 gennaio 2009
E' nato il 100° bambino in acqua al Santa Corona

E’ nato giovedì mattina 4 dicembre alle ore 8.45 un bel maschietto. Pesava 3,120 chili. I suoi genitori lo hanno chiamato Pietro.
Per il Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Corona è un bambino speciale: il centesimo nato in acqua, nell’accogliente “sala Blu”, che ospita la vasca dedicata ai parti.
Dopo la prima esperienza nel febbraio 2006, il parto in acqua è diventata qui una realtà quasi costante: una scelta consapevole che la donna, con il supporto ed il consiglio dell'ostetrica, intraprende per il benessere del bambino.
10 dicembre 2008
Parto in acqua, che emozione!
Ciao Elisabetta
sono Roberto l'ostetrico che lavora all'ospedale di Olbia. Ti avevo scritto dopo aver letto il tuo libro "Partorire senza paura". Ho visto sul blog l'articolo sull'ospedale di Olbia riguardante la vasca per il parto in acqua. Volevo comunicarti che Domenica 7/12/2008 io e una mia collega abbiamo assistito alla nascita del primo bimbo nell'acqua ed è stata un'esperienza emozionante per tutti noi e per i genitori del nuovo nato. Auguro a tutte le donne di raccontare la bella esperienza del travaglio e parto in acqua come ha fatto con noi la nostra prima donna...
Un caro saluto
ROBERTO




