6 febbraio 2017

Un'ostetrica da record al Festival di Sanremo 2017


Domani sera parte il Festival di Sanremo, condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi. Per la prima volta tra gli ospiti ci sarà anche un'ostetrica. Ma non un'ostetrica qualunque. Sto parlando di Maria Pollacci, 92 anni, che nella sua lunga attività ha fatto nascere in casa 7.642  bambini.
Conti quest'anno, oltre ai soliti grandi personaggi dello spettacolo, ha voluto invitare sul palco dell'Ariston anche gli "eroi comuni", quelli che lontani dai riflettori svolgono il proprio lavoro con amore, passione e professionalità, aiutando gli altri.

E di mamme Maria ne ha aiutate davvero tante! Il 9 febbraio il lavoro di questa donna eccezionale verrà mostrato al Festival anche attraverso alcune immagini di un docu-film a lei dedicato, "Una Vita per la Vita". Guarda il trailer !

Chi mi conosce sa quanto stimi e apprezzi il lavoro, duro e spesso poco considerato, delle ostetriche: ne ho scritto ampiamente nei miei libri e sul web, parlandone in tv, in radio e nelle interviste. Sono quindi davvero felice che il Festival di Sanremo dia per la prima volta voce a una rappresentante di questa categoria professionale fondamentale in gravidanza, durante il parto e nel post-partum, ma che invece in Italia è ancora sottovalutata.


27 gennaio 2017

Il travaglio è come una maratona, si può mangiare con le doglie (ma dai?)


Partorire e' faticoso e ci vuole tanta energia per farlo. Ma veramente? Ci voleva uno studio americano per dirci che una donna in travaglio non può stare a digiuno. Le ostetriche che assistono i parti in casa lo dicono da sempre, come io stessa sostenevo otto anni fa nel mio libro "Partorire senza paura" (e due anni dopo ne "Il Parto in Casa").


Passano gli anni, le evidenze scientifiche si moltiplicano, gli articoli e i libri si sprecano, ma quando si parla di nascita, il buon senso sembra essere ancora assente in sala parto. Ci si sveglia solo quando arriva l'ennesimo studio americano, perché ovviamente la voce di chi assiste le donne da sempre, cioè le ostetriche, non è ancora attendibile, affidabile. E' ancora considerata un pò rudimentale, poco scientifica....


Allora, in questo studio dell'American Society of Anesthesiologists, si paragona il travaglio di parto a una maratona, nel senso che - viene spiegato - una donna che sta partorendo ha bisogno della stessa energia e delle stesse calorie di una maratoneta. Una vera sorpresa, vero? Chi ha partorito, come me, lo sapeva anche prima di leggere questo studio. Ma perché alle partorienti è imposto il digiuno? (non sempre per fortuna): per ridurre il rischio di aspirazione polmonare in caso di anestestia generale necessaria per un parto cesareo d'emergenza. Da un paio di decenni però il ricorso all'aspirazione è crollato in conseguenza per via del crescente ricorso all'analgesia spinale, quindi i medici si sentono di dire che un "pasto leggero" è permesso. 


Le ostetriche che assistono i parti in casa, una modalità che ovviamente non prevede anestesie e interventi chirurgici, fanno sempre scegliere alla donna se mangiare oppure no. L'impegno di far nascere un bimbo/a è davvero immenso e può durare ore/giorni, non si può pretendere che la futura mamma muoia di fame. Quello dell'ASA non è certamente l'unico studio che dimostra l'inutilità, se non il danno, di questa procedura standardizzata. Ne cito uno a caso: nel 2009 sul British Medical Journal uscì una ricerca effettuata in un ospedale universitario londinese, che dimostrava gli stessi principi (leggi qui).


Speriamo che piano piano qualcosa cambi.

26 gennaio 2017

Epidemia di cesarei in Italia, un allarme già sentito. Ma ora basta parole, vogliamo i fatti

Di epidemia di cesarei, di cui parla oggi un articolo de Il Fatto, ne parlavo 7 anni fa in tv, invitata in vari programmi dopo aver lanciato l'allarme e sviscerato il tema nel mio libro "Partorire senza paura". Ciclicamente i giornali si svegliano, e titolano "epidemia cesarei in Italia". Fa sempre piacere che qualcuno ne parli, ma davvero a chi deve decidere e gestire il problema, tutto ciò interessa davvero? O gli interessi sono altri? Che ne direste di passare finalmente dalle parole ai fatti?

Eccomi a parlarne al Tg2 nel 2009





al TgLa7...

 

a Otto e Mezzo...

 



a Mattino in Famiglia (Rai2) nel 2010

4 gennaio 2017

Vietato volare con il latte materno

(il selfie che Katie si è fatta subito dopo il fattaccio)

Una notizia che ha dell'incredibile: una mamma  è stata costretta a buttare nella spazzatura all'aeroporto di Heathrow (Londra) il latte che aveva raccolto con il tiralatte durante una breve vacanza a Londra con alcuni amici. "Ero imbarazzata e umiliata. Ho dovuto giustificarmi e dare mille spiegazioni per la mia scelta di allattare al seno", ha raccontato Katie Langan, 33 anni, d'origine scozzese ma residente in Olanda, dove aveva lasciato il suo bimbo. "Ero distrutta, ho dovuto buttare via il latte che avevo raccolto per cinque giorni con tanto amore e fatica".

Katie ha fatto di tutto per risolvere la questione, proponendo ad esempio di trasferire il latte in contenitori omologati. Ed era anche disposta a pagare un extra di 60 sterile. Ma non c'è stato niente da fare. L'addetto alla sicurezza non ha ascoltato ragioni, spiegando che il latte non aveva passato i controlli di sicurezza perché superava la quantità massima consentita. e che andava quindi confiscato.

"Nell'ultimo anno sono stata a Boston, Istanbul, Bristol, Amsterdam ed Edimburgo, ma non ho mai avuto problemi", ha aggiunto Katie, che quando viaggia porta sempre il suo latte in sacchetti speciali. "Penso che l'addetto alla sicurezza si sia indispettito perché mio figlio non era con me", ha concluso Katie.

Un episodio davvero spiacevole. Voi che ne pensate?

2 gennaio 2017

I miei figli sono nati in una tinozza

Cinque anni fa una troupe di Tu Style venne a casa per fare un servizio su di me. Era uscito il mio libro "Il parto in casa" e mi chiamarono per sapere se ero disponibile ad accogliere la collega giornalista e il fotografo per realizzare questo servizio. Ovviamente accettai. In quel periodo mi stavo dando molto da fare per promuovere il libro e diffondere più informazioni possibili su questa opzione ancora così poco conosciuta dalle donne. Oggi Facebook mi ha ricordato quel giorno, ve lo ripropongo con piacere. Voi cosa pensate di questa scelta? Qualcuna di voi l'ha già fatta o vorrebbe farla? Fatemi sapere!