Mi dispiace dover pubblicare un'altra notizia tristissima, stavolta la protagonista e' una donna morta nello scorso week-end nell'Ospedale di Como dopo un parto cesareo. A voi la parola....
(AGI) - Como, 28 mag. - Sono undici gli avvisi di garanzia firmati dal Sostituto Mariano Fadda della Procura di Como per la morte di Elisabetta Montanini, la 44enne di Cantu' deceduta all'ospedale di Como nel fine settimana. Era entrata in coma martedi' 20 maggio al termine di un parto con taglio cesareo.
A finire sotto inchiesta per omicidio colposo sono chirurghi, ginecologi, ostetriche e rianimatori. In pratica l'intera equipe presente al momento del parto. Stamani lo stesso magistrato inquirente ha conferito l'incarico all'anatomopatologo per l'autopsia che dovra' stabilire le cause del decesso e se vi siano eventuali negligenze o comunque colpo nell'operato dei camici bianchi. Intanto rimangono gravissime le condizioni del piccolo nato sette giorni fa e ancora ricoverato e in Terapia Intensiva Neonatale. Il suo cuoricino continua a battere ma sostanzialmente non vi e' alcuna attivita' cerebrale significativa. E' pressoche' certo che dopo essere rimasto per alcuni minuti in stato di anossia (mancato arrivo di ossigeno al cervello) ha riportato danni irreparabili all'encefalo.
La donna era al suo terzo parto ed era madre di una ragazza 22enne e di un ragazzo 20enne. Dopo l'esame necroscopico, il cadavere sara' restituito alla famiglia che potra' fissare la data dei funerali.
Fonte: Agi
29 maggio 2008
27 maggio 2008
MUORE DOPO CESAREO; S.ANNA, NESSUNA CARENZA DI CURE
(ANSA) - TORINO, 27 MAG - "Non ci sono state carenze nell'assistenza sanitaria alla donna. Il decesso è stato un evento imprevedibile e drammatico, ma a quanto ci risulta tutto é stato fatto secondo i protocolli". Grace Rabacchi, direttore sanitario dell'ospedale Sant'Anna di Torino, commenta la morte della giovane donna avvenuta ieri mattina, cinque ore dopo il cesareo.La donna, per il taglio cesareo, era stata operata in anestesia generale perché "non era collaborativa". Era in uno stato di agitazione tale da non permettere l'anestesia locale, come di prassi per oltre il 90% dei casi, spiega Evelina Gollo, primario di anestesia e rianimazione. E l'anestesista, Silvia Treves, domenica notte ha optato per l'analgesia generale."Ci dispiace per quanto è accaduto - continua Rabacchi - e siamo vicini ai parenti, con i quali abbiamo parlato anche oggi". La reazione del marito, che dopo la notizia della morte si è scagliato contro l'ostetrica, viene ascritta al comprensibile dolore per la perdita della moglie. L'ospedale ricorda che le morti per parto sono eventi rari ma non impossibili: un caso ogni 8-10 mila parti. Al Sant'Anna nel 2007 i parti sono stati 8.755, dei quali 3.075 (35,1%) con cesareo. (ANSA).
(ANSA) - TORINO, 27 MAG - "Non ci sono state carenze nell'assistenza sanitaria alla donna. Il decesso è stato un evento imprevedibile e drammatico, ma a quanto ci risulta tutto é stato fatto secondo i protocolli". Grace Rabacchi, direttore sanitario dell'ospedale Sant'Anna di Torino, commenta la morte della giovane donna avvenuta ieri mattina, cinque ore dopo il cesareo.La donna, per il taglio cesareo, era stata operata in anestesia generale perché "non era collaborativa". Era in uno stato di agitazione tale da non permettere l'anestesia locale, come di prassi per oltre il 90% dei casi, spiega Evelina Gollo, primario di anestesia e rianimazione. E l'anestesista, Silvia Treves, domenica notte ha optato per l'analgesia generale."Ci dispiace per quanto è accaduto - continua Rabacchi - e siamo vicini ai parenti, con i quali abbiamo parlato anche oggi". La reazione del marito, che dopo la notizia della morte si è scagliato contro l'ostetrica, viene ascritta al comprensibile dolore per la perdita della moglie. L'ospedale ricorda che le morti per parto sono eventi rari ma non impossibili: un caso ogni 8-10 mila parti. Al Sant'Anna nel 2007 i parti sono stati 8.755, dei quali 3.075 (35,1%) con cesareo. (ANSA).
24 maggio 2008
Stasera sono ospite a Otto e Mezzo su La7!!
18 maggio 2008
Non solo ginnastica: c'e' anche il canto per prepararsi al parto

Una bellissima idea dalla Russia: un coro composto esclusivamente da donne incinte sta facendo il giro degli ospedali di maternità della Bashkiria, nel sud-est della Russia europea, per cantare per le future mamme, le puerpere e i neonati.
Il direttore del coro, Ildar Zainullin, ha detto all'agenzia Itar-Tass che "nell'esecuzione delle donne incinte le melodie semplici risuonano in un modo del tutto particolare e si tingono di emozioni subito comprensibili alle donne sul punto di partorire e ai neonati". Il repertorio del gruppo - che forzatamente cambia ogni sei mesi - comprende ninne nanne, canzoncine per bambini e per le mamme e anche una composizione per i papà.
Perche' non copiare questa iniziativa anche in Italia, patria del bel canto? Dite la vostra...
(foto: Keystone)
Il direttore del coro, Ildar Zainullin, ha detto all'agenzia Itar-Tass che "nell'esecuzione delle donne incinte le melodie semplici risuonano in un modo del tutto particolare e si tingono di emozioni subito comprensibili alle donne sul punto di partorire e ai neonati". Il repertorio del gruppo - che forzatamente cambia ogni sei mesi - comprende ninne nanne, canzoncine per bambini e per le mamme e anche una composizione per i papà.
Perche' non copiare questa iniziativa anche in Italia, patria del bel canto? Dite la vostra...
(foto: Keystone)
17 maggio 2008
E' nata Ginevra!
E' con immenso piacere che pubblico la mail della mia amica Valentina, che ha appena partorito la sua Ginevra. Inviatemi i vostri racconti e le vostre esperienze, anche quelle negative, per condividere un'esperienza cosi' profonda e importante come quella del parto!
E' nata! E' stato pazzesco, incredibile, stancante e meraviglioso. Travaglio molto rapido affrontato nella notte fra il 13 e il 14 maggio, a mezzanotte circa sono andata in ospedale per un controllo perchè avevo perso il tappo mucoso, ma dopo due ore fra visita e tracciato mi hanno rimandato a casa, dicendomi di tornare il lunedì successivo...
Torno a casa e come tocco il letto sento la prima indimenticabile contrazione... Ci siamo, mi alzo, ma non sveglio il babbo, essendo fermamente convinta che si potrà gustare ore e ore di travaglio anche più tardi e poi, povero, non dormiva da due giorni a causa di un dolore dovuto all'ernia del disco, dunque lo volevo ben riposato per poi aiutarmi... Metto in pratica tuttto ciò che avevo cercato di apprendere sulla respirazione, sulle posizioni antalgiche e con il cellulare misuro il tempo di riposo fra una e l'altra ondata ... ogni volta più intensa, e il tempo di riposo , dove cado in semicatalessi, mi sembra il paradiso...
Così dalle 3 alle 7,30 quando Giorgio si sveglia e mi dice: andiamo a Como? Io a quel punto ho contrazioni frequentissime, sono in uno stato di seminconscio e comincio a sentire le spinte della piccolina...non se ne parla di prendere l'auto e fare 40 km. Andiamo all'ospedale di monza, dietro casa ed è già un'impresa. arrivo alle 8, alle 9.00 viene al mondo GINEVRA.
Che meraviglia. Io e il papà, increduli, ci chiediamo come abbiamo fatto a rimanere senza di lei per così tanto tempo. Tutto molto naturale, ostetriche eccezionali. Ora sono già a casa, dimissioni ieri, alle prese con un nuovo equilibrio tutta da scoprire...
Un abbraccio,
Valentina
E' nata! E' stato pazzesco, incredibile, stancante e meraviglioso. Travaglio molto rapido affrontato nella notte fra il 13 e il 14 maggio, a mezzanotte circa sono andata in ospedale per un controllo perchè avevo perso il tappo mucoso, ma dopo due ore fra visita e tracciato mi hanno rimandato a casa, dicendomi di tornare il lunedì successivo...
Torno a casa e come tocco il letto sento la prima indimenticabile contrazione... Ci siamo, mi alzo, ma non sveglio il babbo, essendo fermamente convinta che si potrà gustare ore e ore di travaglio anche più tardi e poi, povero, non dormiva da due giorni a causa di un dolore dovuto all'ernia del disco, dunque lo volevo ben riposato per poi aiutarmi... Metto in pratica tuttto ciò che avevo cercato di apprendere sulla respirazione, sulle posizioni antalgiche e con il cellulare misuro il tempo di riposo fra una e l'altra ondata ... ogni volta più intensa, e il tempo di riposo , dove cado in semicatalessi, mi sembra il paradiso...
Così dalle 3 alle 7,30 quando Giorgio si sveglia e mi dice: andiamo a Como? Io a quel punto ho contrazioni frequentissime, sono in uno stato di seminconscio e comincio a sentire le spinte della piccolina...non se ne parla di prendere l'auto e fare 40 km. Andiamo all'ospedale di monza, dietro casa ed è già un'impresa. arrivo alle 8, alle 9.00 viene al mondo GINEVRA.
Che meraviglia. Io e il papà, increduli, ci chiediamo come abbiamo fatto a rimanere senza di lei per così tanto tempo. Tutto molto naturale, ostetriche eccezionali. Ora sono già a casa, dimissioni ieri, alle prese con un nuovo equilibrio tutta da scoprire...
Un abbraccio,
Valentina
15 maggio 2008
Presentero' il libro anche a Firenze il 26 giugno!!!
Carissime, e' con grande piacere che vi annuncio che, dopo quella del 7 maggio a Roma, il 26 giugno, alle ore 18, ci sara' un'altra presentazione del mio libro, stavolta a Firenze. Il bello è che si svolgerà nella sede della Scuola Elementale d'Arte Ostetrica, diretta da Verena Schmid, ostetrica che da 30 anni promuove il parto naturale. Verena ha fondato l'associazione per il parto a domicilio Il Marsupio e la scuola di formazione per operatori Scuola Elementale di Arte Ostetrica, che dirige e dove lavora come docente anche nel settore internazionale. Autrice di cinque libri e di numerosi articoli è direttrice della rivista professionale 'Donna & donna II Giornale delle Ostetriche' dal 1993; ha vinto il premio internazionale Astrid Limburg nel 2000 per la promozione dell'autonomia dell'ostetrica e del parto naturale. Ho avuto l'onore di conoscerla durante una Conferenza Internazionale di Ostetriche organizzata da Midwifery Today, un'associazione che ha sede in Oregon (Usa).
Allora mi raccomando, vi aspetto a Firenze il 26 giugno alle ore 18!
Allora mi raccomando, vi aspetto a Firenze il 26 giugno alle ore 18!
14 maggio 2008
Ci mancava anche questa: a Pantelleria è vietato partorire!

Vietato partorire a Pantelleria: le donne incinte dell'isola non possono partorire nell'isola perché il primario di ginecologia dell'ospedale locale è stato trasferito dopo un principio d'infarto. Le donne sono state portate in elicottero da Pantelleria a Trapani. Il sindaco si rivolge adesso alla regione Sicilia: "Il diritto alla salute è di tutti e questa situazione non può più continuare".
L'emergenza nell'isola c'era anche prima, ma è esplosa del tutto quando il primario dell'ospedale "Bernardo Nagar" si è sentito male. E' stato messo su un elicottero per un trasferimento d'urgenza a Trapani. Al suo fianco una gestante che non poteva partorire nel nosocomio perché con la partenza forzata del primario, il reparto con una sola ginecologa non è più in grado di gestire l'emergenza nel caso ci sia bisogno di entrare in camera operatoria. La prudenza ha suggerito di trasportare fino a Trapani in elicottero anche altre due donne. "Non vengono più garantiti i diritti minimi dei pazienti - continua il sindaco dell'isola - ai primi di giugno nasceranno molti bambini: siamo felici, ma il nuovo governo regionale deve dare risposte immediate perché sia potenziato il personale ospedaliero e garantito un diritto fondamentale". Una notizia sconcertante, voi che ne pensate?
Fonte Tgcom, 14 maggio 2008
L'emergenza nell'isola c'era anche prima, ma è esplosa del tutto quando il primario dell'ospedale "Bernardo Nagar" si è sentito male. E' stato messo su un elicottero per un trasferimento d'urgenza a Trapani. Al suo fianco una gestante che non poteva partorire nel nosocomio perché con la partenza forzata del primario, il reparto con una sola ginecologa non è più in grado di gestire l'emergenza nel caso ci sia bisogno di entrare in camera operatoria. La prudenza ha suggerito di trasportare fino a Trapani in elicottero anche altre due donne. "Non vengono più garantiti i diritti minimi dei pazienti - continua il sindaco dell'isola - ai primi di giugno nasceranno molti bambini: siamo felici, ma il nuovo governo regionale deve dare risposte immediate perché sia potenziato il personale ospedaliero e garantito un diritto fondamentale". Una notizia sconcertante, voi che ne pensate?
Fonte Tgcom, 14 maggio 2008
13 maggio 2008
Una neonata disperata in spiaggia
Domenica scorsa ho assistito alle sofferenze di una neonata che , ignara di cio' che avrebbe passato, era stata portata a prendere un po' d'aria di mare dai suoi genitori. Ero appena arrivata con la famiglia in una localita' balneare vicino Roma. Stavo sdraiata a prendere il sole mentre i miei due pargoli costruivano un Colosseo in sabbia e mio marito leggeva il giornale accanto a me. Dopo pochi minuti sento il pianto disperato di un neonato. Mi volto e vedo, a 50 metri di distanza, una scena inquietante: una donna, seduta sulla sabbia, teneva sugli avanbracci sua figlia (che avra' avuto un paio di mesi di vita) sollevandola e abbassandola a ritmo forsennato. L'idea, immagino, era quella di calmarla... ma come pensava di ottenere il risultato prefisso facendola oscillare verticalmente a un ritmo cosi' sostenuto? Non solo. Quel movimento era alternato ad un altro, altrettanto violento, ma orizzontale. Prima ho pensato: "Vorrei vedere se lo facessero a lei... sono sicura che sarebbe per lo meno inferocita....". Poi, ad alta voce, ho detto: "Quella povera bambina vomitera' tutta la notte...". Detto fatto. Consegnato il "pacco" alla nonna, che in effetti sembrava un po' piu' dolce ed esperta, tanto che la pupa si e' data una pausa (per sfinimento?) dal pianto disperato, la madre si e' sdraiata sul pareo a prendere il sole. Ma dopo qualche secondo la bimbetta ha vomitato mezzo litro di latte sulla spalla della nonna.
Tutto faceva prevedere che il pianto si sarebbe interrotto, ma niente: la poveretta e' passata nelle grinfie del padre (un omone grande e grosso) che l'ha messa nella carrozzina scuotendola con tutta la forza che aveva.
Le urla della piccola sono durate circa tre quarti d'ora, mentre la madre - tra uno sbatacchiamento e lunghe pause in cui stava sdraiata con gli occhi chiusi a "godersi" quei bei momenti di tranquillita' (???!!!) - sembrava convinta che tutto quello che stava patendo quel dolce fagottino fosse normale.
Insomma, alla fine, stressati, dispiaciuti e impotenti (sappiamo quanto un genitore si imbestialisca quando qualcuno si intromette o interferisce nella gestione della prole), ma soprattutto con i timpani rotti, vediamo l'allegra famigliola impacchettare asciugamani e ombrellone, caricare la piccola nella carrozzina e incamminarsi verso l'uscita dello stabilimento. "Povera bambina, deve stare tutto il tempo con loro...", ha commentato mia figlia tristemente.
A voi è mai capitato di assistere a una scena del genere?
Tutto faceva prevedere che il pianto si sarebbe interrotto, ma niente: la poveretta e' passata nelle grinfie del padre (un omone grande e grosso) che l'ha messa nella carrozzina scuotendola con tutta la forza che aveva.
Le urla della piccola sono durate circa tre quarti d'ora, mentre la madre - tra uno sbatacchiamento e lunghe pause in cui stava sdraiata con gli occhi chiusi a "godersi" quei bei momenti di tranquillita' (???!!!) - sembrava convinta che tutto quello che stava patendo quel dolce fagottino fosse normale.
Insomma, alla fine, stressati, dispiaciuti e impotenti (sappiamo quanto un genitore si imbestialisca quando qualcuno si intromette o interferisce nella gestione della prole), ma soprattutto con i timpani rotti, vediamo l'allegra famigliola impacchettare asciugamani e ombrellone, caricare la piccola nella carrozzina e incamminarsi verso l'uscita dello stabilimento. "Povera bambina, deve stare tutto il tempo con loro...", ha commentato mia figlia tristemente.
A voi è mai capitato di assistere a una scena del genere?
9 maggio 2008
Una festa speciale a Trecenta stamane alle 9.30 quando le mamme si incontrano per conoscere una realtà poco nota in Italia. Si tratta della casa del parto: gli ambienti semplici e accoglienti sono piccole riproduzioni del proprio domicilio, della propria e del proprio appartamento, per dare al bambino un'accoglienza rispettosa, sicura, mantenendo un legame ininterrotto con la madre e il padre. La famiglia intera può stare nella casa, vivendo la nascita nel modo più naturale possibile, nella riservatezza, nella serenità e al tempo stesso nel massimo della sicurezza offerta comunque dal presidio ospedaliero.
L'Azienda Ulss 18 offre così due possibilità rispetto al luogo dove partorire. A Rovigo il reparto di Ostetricia è indicato alle pazienti con fattori di rischio, l' Ostetricia di Trecenta è invece riservata ai parti presumibilmente normali che presentano travaglio normale, presentazione normale del piccolo con la testina rivolta verso il basso.
Il corso di accompagnamento alla nascita si sviluppa, per entrambe le scelte, quasi lungo tutto l'arco della gravidanza e si estende dopo il parto al puerperio, per garantire la continuità di assistenza alla neomamma e per focalizzare l'attenzione sul neonato nei primi mesi di vita. Alla dimissione dalla casa da parto, concordata e appropriata, si continua a sostenere la nuova famiglia nel periodo critico del rientro a domicilio, attuando i servizi relativi alla famiglia.
Se avete notizie della nascita di altre Case del Parto in altre regioni o località italiane, me lo fate sapere per favore?
Grazie mille!
Fonte: Il Gazzettino (Rovigo), 9 maggio 2008
L'Azienda Ulss 18 offre così due possibilità rispetto al luogo dove partorire. A Rovigo il reparto di Ostetricia è indicato alle pazienti con fattori di rischio, l' Ostetricia di Trecenta è invece riservata ai parti presumibilmente normali che presentano travaglio normale, presentazione normale del piccolo con la testina rivolta verso il basso.
Il corso di accompagnamento alla nascita si sviluppa, per entrambe le scelte, quasi lungo tutto l'arco della gravidanza e si estende dopo il parto al puerperio, per garantire la continuità di assistenza alla neomamma e per focalizzare l'attenzione sul neonato nei primi mesi di vita. Alla dimissione dalla casa da parto, concordata e appropriata, si continua a sostenere la nuova famiglia nel periodo critico del rientro a domicilio, attuando i servizi relativi alla famiglia.
Se avete notizie della nascita di altre Case del Parto in altre regioni o località italiane, me lo fate sapere per favore?
Grazie mille!
Fonte: Il Gazzettino (Rovigo), 9 maggio 2008
8 maggio 2008
SALUTE: ESPERTI, MINISTRO DIA ALTERNATIVE A PARTO OSPEDALE
ROMA
(ANSA) - ROMA, 7 MAG - Rendere piu' informate e consapevoli le donne delle possibilita' che hanno di partorire in modo alternativo a quello offerto dall'ospedale e costruire luoghi, come gia' esistono all'estero, in cui sia possibile partorire in modo diverso: e' questo l'appello lanciato da alcuni esperti e operatori di ginecologia, durante la presentazione del libro ''Partorire senza paura'' di Elisabetta Malvagna questo pomeriggio a Roma.''Oggi si cerca di evitare a tutti i costi il dolore - ha detto padre Gian Paolo Salvini, direttore de 'La Civilta' Cattolica' - e non si nasce ne' si muore piu' a casa vicino alla propria famiglia, proprio per paura del dolore. Bisognerebbe invece recuperare la dimensione naturale e spontanea di due eventi che fanno parte della vita''.
ROMA
(ANSA) - ROMA, 7 MAG - Rendere piu' informate e consapevoli le donne delle possibilita' che hanno di partorire in modo alternativo a quello offerto dall'ospedale e costruire luoghi, come gia' esistono all'estero, in cui sia possibile partorire in modo diverso: e' questo l'appello lanciato da alcuni esperti e operatori di ginecologia, durante la presentazione del libro ''Partorire senza paura'' di Elisabetta Malvagna questo pomeriggio a Roma.''Oggi si cerca di evitare a tutti i costi il dolore - ha detto padre Gian Paolo Salvini, direttore de 'La Civilta' Cattolica' - e non si nasce ne' si muore piu' a casa vicino alla propria famiglia, proprio per paura del dolore. Bisognerebbe invece recuperare la dimensione naturale e spontanea di due eventi che fanno parte della vita''.
Un parere condiviso anche da Federico Baiocco, ginecologo del Fatebenefratelli di Roma, e di Valeria Barchiesi, ostetrica. ''E' giusto che - hanno detto - il parto in ospedale sia in un certo senso medicalizzato, ma e' anche altrettanto vero che nel nostro Paese si fa un numero eccessivo di cesarei. Bisogna ridare alla donna la possibilita' scegliere in che modo partorire, dopo averla informata su tutte le reali possibilita' che ci sono, oltre a quella chirurgica e naturale, come ad esempio l'anestesia epidurale, il parto in acqua e l'idropuntura''.
Fonte: ANSA
Mamma che si laurea con tesi di laurea sul parto in casa!!!!
Carissima Elisabetta,
mi chiamo Barbara e sono una mamma che come te ha partorito le sue due bimbe in casa. Adesso mi sto laureando in Psicologia all'Università di Torino proprio con una tesi su questo argomento. Devo ammettere che non ho ancora letto il tuo libro perchè ho appena scoperto il tuo blog, ma l'ho ordinato in libreria e non vedo l'ora che mi arrivi. Sono sicura che troverò del materiale interessante da poter utilizzare per il mio lavoro, oltre ad una lettura piacevole. Come tu ben sai, purtroppo di parto naturale e soprattutto di parto in casa se ne parla ben poco ed anzi spaventa, mentre sarebbe molto bello se le donne si rendessero conto di quanto sia importante vivere questo momento nel migliore dei modi, che non vuol dire in maniera passiva e medicalizzata all'eccesso.
Ti ringrazio per esserti occupata di questo argomento così poco conosciuto e ti auguro che il tuo libro diventi veramente un riferimento per chi deve partorire.
Ciao, Barbara
mi chiamo Barbara e sono una mamma che come te ha partorito le sue due bimbe in casa. Adesso mi sto laureando in Psicologia all'Università di Torino proprio con una tesi su questo argomento. Devo ammettere che non ho ancora letto il tuo libro perchè ho appena scoperto il tuo blog, ma l'ho ordinato in libreria e non vedo l'ora che mi arrivi. Sono sicura che troverò del materiale interessante da poter utilizzare per il mio lavoro, oltre ad una lettura piacevole. Come tu ben sai, purtroppo di parto naturale e soprattutto di parto in casa se ne parla ben poco ed anzi spaventa, mentre sarebbe molto bello se le donne si rendessero conto di quanto sia importante vivere questo momento nel migliore dei modi, che non vuol dire in maniera passiva e medicalizzata all'eccesso.
Ti ringrazio per esserti occupata di questo argomento così poco conosciuto e ti auguro che il tuo libro diventi veramente un riferimento per chi deve partorire.
Ciao, Barbara
Partorire due gemelli senza epidurale, ma siamo matti?!

La mia gravidanza e’ stata classificata dall’inizio una gestazione a ‘rischio’. A definirla in tal modo sono stati i medici che mi hanno visitato durante la gestazione…. gemellare. Pero’ io nonostante il doppio peso non mi sono mai sentita cosi’ a rischio. Fin dal primo mese ho fatto sport, nuoto, ginnastica morbida, e tanto tanto yoga. Amo lo sport e non avrei potuto farne a meno. Ma ahime’, forse sarei dovuta stare un po’ attenta ai consigli dei medici e di chi ne sapeva piu’ di me. Cosi’ al sesto mese di gravidanza sono stata ‘allettata’’, cioe’ messa obbligatoriamente a risposo causa rischio parto precoce. Glisso sui due mesi casalinghi perche’ non c’e’ nulla di interessante da raccontare.
Tranne un piccolo particolare della sera del 27 maggio. Era una domenica . Ero giunta alla soglia della 35/esima settimana (avevo sfangato i rischi piu’ terribili per i mie piccolini). Erano le 23 e 30 circa . Durante il giorno ero stata molto indisciplinata, ero stata giro per Roma tutto il giorno. Cosi’ un po’ provata dalla stanchezza e un po’ piena di rimorsi per aver disatteto i suggerimenti medici, verso le 22 io la mia dolce meta’ abbiamo deciso di addormentarci. Ma come dicevo intorno alle 23. 30 avverto una sensazione a me sconosciuta e penso: sono tornata bambina e ho bagnato il letto con la pipi’?. Mi sono risposta subito visto che un po’ le amiche mi avevano detto qualcosina.
Mi si erano rotte le acque.
Ho svegliato con molta calma mio marito che pero’ e’ stato preso subito dall’agitazione. La valigia con tutto l’occorrente per la degenza in ospedale era pronta da tempo ( ci aveva pensato mia madre appena ha saputo che mi avevano messo a riposo). Siamo arrivati all’ ospedale Fatebenefratelli di Roma in un baleno. Entrati in pronto soccorso. In men che non si dica mi hanno fatto accomodare in sala travaglio. Mio marito e’ tornato a casa, io sono rimasta da sola in uno stanzone attaccata al monitoraggio, annoiandomi da morire e inconsapevole di quello che sarebbe accaduto. Ma andiamo per gradi perche’ adesso viene il bello.
Entra il primo medico mi guarda ed esclama : benissimo, siamo dilatati a sufficienza. Faremo un bel parto naturale senza epidurale. Parto naturale senza epidurale??? Ma il mio ginecologo non mi ha mai detto che avrei partorito naturalmente, e poi senza epidurale due gemelli… non ho fatto neanche il corso preparto. Aiuto! Il panico prende il sopravvento. Cerco di restare calma. Contrazioni non ne avverto. C’e' ancora tempo per decidere. Intanto dalla camera accanto una giovane signora si prepara a dare alla luce la sua piccolina: 4.5 chili, una bella piccirella nata anche lei con un parto naturale e senza epidurale. Ecco appunto, senza epidurale. Dopo il parto della mia vicina di stanza qualcosa dentro di me mi ha fatto capire che il naturalmente se po’ fa ma ……senza epidurale no.
Chiamo l’ostetrica e chiedo l’epidurale: ’signora, ma e’ inutile, non ha neanche le contrazioni’. Benissimo: mi tocca fingere di avere le contrazioni. Dopo un po’ chiamo nuovamente l’infermiera urlando 'aiuto ho le contrazioni!'. ‘Ma signora .. strano, l’ecografo non segna grossi cambiamenti…'. Chiamo il ginecologo’. Intanto passa il tempo. Sono le 5.30 e’ finalmente di turno il mio amato ginecologo Mario Segatore. Ma adesso che succede … sento dei dolori lancinanti al ventre, saranno le contrazioni vere. Chiamo come una pazza invasata l’infermiera, che al quel punto non puo’ piu’ tirarsi indietro; mi legge gli effetti collaterali dell’epidurale (chissenefrega se rimango paralizzata, tutto pur di non sentire piu’ questo dolore) e via con il siringone. Dopo poco sto meglio cosi’ inizia il parto. La stanza si affolla di gente Mario entra mi bacia . Iniziamo.
L’ostetrica dice di spingere quando sento le contrazione. Piccolo particolare: io non le sento piu’ le contrazioni, l’epidurale e’ una figata mi ha tolto il dolore… quindi che faccio??? ‘’Spinga signora, spinga come se dovesse andare in bagno. E no. non mi freghi, mi hanno detto le amiche che se spingi troppo ti vengono le emorroidi!!! Lei capisce che non c’e' trippa pe' gatti e decide cosi’ per la soluzione estrema: si accomoda sulla mia super mega pancia e spinge con tutto il suo peso. Ecco… Annibalino sta uscendo … Ma ….cosa fa, gira la testa. Non c’e' altra soluzione che forcipe e ventosa. Annibalino ce la fa ad uscire… Certo, e’ ridotto maluccio… tutto viola a causa della ventosa ma sembra sano. Bando alle chiacchere, tocca a Raniero adesso. Mario rompe il sacco con una specie di spillo. Sgorga acqua. Si ricomincia. Arispingi… dopo 2 minuti esce anche Ranierino.
Purtroppo nessuno dei due mi e’ stato fatto salutare. Sono stati portati di urgenza in incubatrice. Annibale pesava solo 1.600, Raniero 1.900, ancora troppo piccoli e deboli per godersi la mamma.
Dopo un mesetto di ospedale circa sono tornati nella loro casetta.
Il 28 maggio compiranno 1 anno. Inutile dire che sono fichissimi!!!
Baci Claudia
Tranne un piccolo particolare della sera del 27 maggio. Era una domenica . Ero giunta alla soglia della 35/esima settimana (avevo sfangato i rischi piu’ terribili per i mie piccolini). Erano le 23 e 30 circa . Durante il giorno ero stata molto indisciplinata, ero stata giro per Roma tutto il giorno. Cosi’ un po’ provata dalla stanchezza e un po’ piena di rimorsi per aver disatteto i suggerimenti medici, verso le 22 io la mia dolce meta’ abbiamo deciso di addormentarci. Ma come dicevo intorno alle 23. 30 avverto una sensazione a me sconosciuta e penso: sono tornata bambina e ho bagnato il letto con la pipi’?. Mi sono risposta subito visto che un po’ le amiche mi avevano detto qualcosina.
Mi si erano rotte le acque.
Ho svegliato con molta calma mio marito che pero’ e’ stato preso subito dall’agitazione. La valigia con tutto l’occorrente per la degenza in ospedale era pronta da tempo ( ci aveva pensato mia madre appena ha saputo che mi avevano messo a riposo). Siamo arrivati all’ ospedale Fatebenefratelli di Roma in un baleno. Entrati in pronto soccorso. In men che non si dica mi hanno fatto accomodare in sala travaglio. Mio marito e’ tornato a casa, io sono rimasta da sola in uno stanzone attaccata al monitoraggio, annoiandomi da morire e inconsapevole di quello che sarebbe accaduto. Ma andiamo per gradi perche’ adesso viene il bello.
Entra il primo medico mi guarda ed esclama : benissimo, siamo dilatati a sufficienza. Faremo un bel parto naturale senza epidurale. Parto naturale senza epidurale??? Ma il mio ginecologo non mi ha mai detto che avrei partorito naturalmente, e poi senza epidurale due gemelli… non ho fatto neanche il corso preparto. Aiuto! Il panico prende il sopravvento. Cerco di restare calma. Contrazioni non ne avverto. C’e' ancora tempo per decidere. Intanto dalla camera accanto una giovane signora si prepara a dare alla luce la sua piccolina: 4.5 chili, una bella piccirella nata anche lei con un parto naturale e senza epidurale. Ecco appunto, senza epidurale. Dopo il parto della mia vicina di stanza qualcosa dentro di me mi ha fatto capire che il naturalmente se po’ fa ma ……senza epidurale no.
Chiamo l’ostetrica e chiedo l’epidurale: ’signora, ma e’ inutile, non ha neanche le contrazioni’. Benissimo: mi tocca fingere di avere le contrazioni. Dopo un po’ chiamo nuovamente l’infermiera urlando 'aiuto ho le contrazioni!'. ‘Ma signora .. strano, l’ecografo non segna grossi cambiamenti…'. Chiamo il ginecologo’. Intanto passa il tempo. Sono le 5.30 e’ finalmente di turno il mio amato ginecologo Mario Segatore. Ma adesso che succede … sento dei dolori lancinanti al ventre, saranno le contrazioni vere. Chiamo come una pazza invasata l’infermiera, che al quel punto non puo’ piu’ tirarsi indietro; mi legge gli effetti collaterali dell’epidurale (chissenefrega se rimango paralizzata, tutto pur di non sentire piu’ questo dolore) e via con il siringone. Dopo poco sto meglio cosi’ inizia il parto. La stanza si affolla di gente Mario entra mi bacia . Iniziamo.
L’ostetrica dice di spingere quando sento le contrazione. Piccolo particolare: io non le sento piu’ le contrazioni, l’epidurale e’ una figata mi ha tolto il dolore… quindi che faccio??? ‘’Spinga signora, spinga come se dovesse andare in bagno. E no. non mi freghi, mi hanno detto le amiche che se spingi troppo ti vengono le emorroidi!!! Lei capisce che non c’e' trippa pe' gatti e decide cosi’ per la soluzione estrema: si accomoda sulla mia super mega pancia e spinge con tutto il suo peso. Ecco… Annibalino sta uscendo … Ma ….cosa fa, gira la testa. Non c’e' altra soluzione che forcipe e ventosa. Annibalino ce la fa ad uscire… Certo, e’ ridotto maluccio… tutto viola a causa della ventosa ma sembra sano. Bando alle chiacchere, tocca a Raniero adesso. Mario rompe il sacco con una specie di spillo. Sgorga acqua. Si ricomincia. Arispingi… dopo 2 minuti esce anche Ranierino.
Purtroppo nessuno dei due mi e’ stato fatto salutare. Sono stati portati di urgenza in incubatrice. Annibale pesava solo 1.600, Raniero 1.900, ancora troppo piccoli e deboli per godersi la mamma.
Dopo un mesetto di ospedale circa sono tornati nella loro casetta.
Il 28 maggio compiranno 1 anno. Inutile dire che sono fichissimi!!!
Baci Claudia
2 maggio 2008
Un vecchio articolo di Aldo Grasso
Dopo quello sulla caccia alla ladra in Transatlantico, ho appena trovato online un altro articolo firmato dal mitico critico televisivo Aldo Grasso, tratto dall'archivio del Corriere della Sera. Chi volesse farsi due risate, clicchi qui sotto....
http://archiviostorico.corriere.it/1995/aprile/21/Quanti_trucchi_cascamorto_Bar_co_0_950421224.shtml
http://archiviostorico.corriere.it/1995/aprile/21/Quanti_trucchi_cascamorto_Bar_co_0_950421224.shtml
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