Io la faccio stasera, e voi?
29 novembre 2009
27 novembre 2009
E' l'ora dello svezzamento? Corsi per mamme a Roma
Nel rispetto dei tempi del bambino e della naturalità del cibo proposto. Per evitare e prevenire allergie e intolleranze. Per non sospendere inutilmente l'allattamento al seno.
Il corso di Svezzamento Naturale - diviso in due incontri - è organizzato dall'Associazione Il Nido (Via Marmorata, vicino a Testaccio, a Roma) e prevede una parte teorica ed una pratica dove ogni mamma sarà messa in condizione di affrontare serenamente e consapevolmente questa fase importante e sarà capace di realizzare con le proprie mani alcuni piatti principali. I due incontri condotti da Milvia Foscoli si svolgeranno il 2 Dicembre dalle 16 alle 17,30 incontro teorico
9 Dicembre dalle 16 alle 17,30 incontro pratico e di cucina
Il costo è di 50€ per tutti i bimbi e le mamme soci del Nido.
Prenotare al 06 57300707 - 06 5758648
Dillo anche alle tue amiche...
Dillo anche alle tue amiche...
25 novembre 2009
Morta mamma e bambino in sala parto al Valduce, verso archiviazione
«Ho chiesto giustizia per mia moglie e mio figlio. In un anno e mezzo non sono mai stato ascoltato e ora mi dicono che il caso deve essere archiviato. È inaccettabile. Non ho mai parlato perché avevo fiducia nella giustizia, ora sono sconcertato. Io voglio sapere perché mia moglie e mio figlio non ci sono più»: così Domenico Montanino, marito di Betty e papà del piccolo Thomas, entrambi morti dopo il parto all'Ospedale Valduce di Como. Quando successe, un anno fa, ne diedi notizia sul Blog. Oggi leggo che il pm ha deciso di archiviare il caso, nello sconcerto dei familiari. Il pm Valentina Mondovì, titolare del fascicolo - passato dalle mani di tre magistrati - ha presentato la richiesta di archiviazione del caso, basandosi sulla perizia di un consulente nominato dalla Procura. E' stata una fatalità, dicono, non ravvisando errori nella condotta dei sanitari che hanno assistito la donna al momento della nascita del suo terzo figlio. Opposte le conclusioni cui erano giunti i due periti nominati dal marito di Betty.
«Il parto presentava tre fattori di rischio - sostiene il legale della famiglia, Marcello Campisani - l’età della mamma, 44 anni; l’ipertensione arteriosa di cui soffriva la donna; il termine della gravidanza, già trascorso. Nonostante ciò, dal momento dell’entrata in ospedale e per oltre due giorni gli operatori sanitari hanno fatto il possibile per indurre un parto naturale. Anche nel momento in cui si è deciso finalmente di procedere con un cesareo per il precipitare della situazione, sono passati altri 55 minuti prima dell’intervento».
Le condizioni di Betty si erano aggravate all’improvviso durante il lungo travaglio. I medici avevano disposto un cesareo d’urgenza, ma il quadro clinico della mamma e del figlio era ormai compromesso. Entrambi sono morti dopo alcuni giorni di agonia. Era stata aperta un’inchiesta e 11 operatori del Valduce vennero indagati per omicidio colposo.
«Il parto presentava tre fattori di rischio - sostiene il legale della famiglia, Marcello Campisani - l’età della mamma, 44 anni; l’ipertensione arteriosa di cui soffriva la donna; il termine della gravidanza, già trascorso. Nonostante ciò, dal momento dell’entrata in ospedale e per oltre due giorni gli operatori sanitari hanno fatto il possibile per indurre un parto naturale. Anche nel momento in cui si è deciso finalmente di procedere con un cesareo per il precipitare della situazione, sono passati altri 55 minuti prima dell’intervento».
Le condizioni di Betty si erano aggravate all’improvviso durante il lungo travaglio. I medici avevano disposto un cesareo d’urgenza, ma il quadro clinico della mamma e del figlio era ormai compromesso. Entrambi sono morti dopo alcuni giorni di agonia. Era stata aperta un’inchiesta e 11 operatori del Valduce vennero indagati per omicidio colposo.
21 novembre 2009
Bimbo di 2 anni assiste la mamma mentre partorisce in casa il fratellino
Quando la mamma ha iniziato ad avere le doglie, in casa, il piccolo Jeremiah, non si è scomposto: è andato a prendere gli asciugamani, e l'ha aiutata a partorire. Il piccolo-ostetrico, di Olive Branch, nel Mississipi, è riuscito a mantenere il sangue freddo, fino all'arrivo dell'ambulanza.
La mamma, Bobbye Favazza, non si aspettava di partorire così presto: la data prevista dai medici cadeva due settimane dopo. "Ho avuto dei dolori, la notte prima, ma certo non credevo che potessero essere le doglie. Pensavo ad una semplice pressione", racconta la donna. Quando il travaglio ha avuto inizio, Jeremiah è andato a prenderle un asciugamano, e si è seduto accanto a lei, aiutandola anche a spingere il neonato di fuori. Durante il parto, Bobbye è stata al telefono con la madre, che le ha dato alcune indicazioni. I medici sono arrivati poco dopo il parto, e si sono limitati a tagliare il cordone ombelicale.
Ora la mamma considera Jeremiah il "suo piccolo eroe". La nonna non si è detta per niente stupita: "E' sempre stato un bimbo molto intraprendente, che non ha paura di niente". Il neonato, che gode di buona salute, è stato chiamato Kamron, ed è il quarto figlio della signora Favazza.
Fonte: Asylumitalia.it, 20 novembre 2009
La mamma, Bobbye Favazza, non si aspettava di partorire così presto: la data prevista dai medici cadeva due settimane dopo. "Ho avuto dei dolori, la notte prima, ma certo non credevo che potessero essere le doglie. Pensavo ad una semplice pressione", racconta la donna. Quando il travaglio ha avuto inizio, Jeremiah è andato a prenderle un asciugamano, e si è seduto accanto a lei, aiutandola anche a spingere il neonato di fuori. Durante il parto, Bobbye è stata al telefono con la madre, che le ha dato alcune indicazioni. I medici sono arrivati poco dopo il parto, e si sono limitati a tagliare il cordone ombelicale.
Ora la mamma considera Jeremiah il "suo piccolo eroe". La nonna non si è detta per niente stupita: "E' sempre stato un bimbo molto intraprendente, che non ha paura di niente". Il neonato, che gode di buona salute, è stato chiamato Kamron, ed è il quarto figlio della signora Favazza.
Fonte: Asylumitalia.it, 20 novembre 2009
19 novembre 2009
Mamme infedeli in gravidanza, rischio per il bambino
Avere relazioni con uomini diversi dal padre biologico durante la gravidanza mette a rischio di pre-eclampsia, sindrome che minaccia la salute del feto. E' quanto emerge dallo studio pubblicato su Journal of Reproductive Immunology dai ricercatori dell'Universita' di Auckland, in Nuova Zelanda.
Durante la ricerca, condotta su 2.507 donne incinta, e' emerso che le donne che avevano avuto rapporti sessuali solo con il padre del nascituro avevano sofferto meno di disturbi gestazionali - come la pre-eclampsia - rispetto a chi aveva cambiato partner.
Secondo gli studiosi, cio' e' dovuto al fatto che il sistema immunitario delle donne ''fedeli'', che hanno rapporti sessuali duraturi - e privi di metodi contraccettivi - con il padre biologico del bambino, sviluppa una sorta di tolleranza agli antigeni contenuti nello sperma paterno.
Fonte: ASCA, 18 novembre 2009
Durante la ricerca, condotta su 2.507 donne incinta, e' emerso che le donne che avevano avuto rapporti sessuali solo con il padre del nascituro avevano sofferto meno di disturbi gestazionali - come la pre-eclampsia - rispetto a chi aveva cambiato partner.
Secondo gli studiosi, cio' e' dovuto al fatto che il sistema immunitario delle donne ''fedeli'', che hanno rapporti sessuali duraturi - e privi di metodi contraccettivi - con il padre biologico del bambino, sviluppa una sorta di tolleranza agli antigeni contenuti nello sperma paterno.
Fonte: ASCA, 18 novembre 2009
18 novembre 2009
Che bello essere mamma! Insomma......
Sicuramente andrò a vedere questo film. "Motherhood" e' la storia di una mamma blogger, alle prese con i mille problemi quotidiani. A vestire i panni di Eliza Welch, la protagonista, e' la bravissima Uma Thurman, che nella vita e' mamma di due bimbi di 6 e 12 anni.
Guardate il trailer!
Guardate il trailer!
17 novembre 2009
Il sesso fa bene alla gravidanza e al bambino
Chi l'avrebbe detto che dietro a una gravidanza senza complicazioni e il partorire un bambino sano ci fosse la stabilità e la continuità del rapporto di coppia.
Sì, a quanto pare - e secondo un nuovo studio – dietro a pre-eclampsia, le anomalie arterio-uterine e le nascite di bambini sottopeso ci sarebbe una ridotta esposizione allo sperma maschile.
Per converso, l'esposizione prolungata allo sperma del padre biologico protegge la madre dalla pre-eclampsia e il bambino dall'essere sottopeso.
Questo è quanto emerge dalla ricerca condotta dagli scienziati neozelandesi dell'Università di Auckland il cui obiettivo era di determinare se le donne con pre-eclampsia o che partorivano bambini SGA (Small for Gestational Age), avessero maggiori probabilità di avere un rapporto di coppia di breve durata rispetto a coloro che hanno gravidanze senza complicazioni. ...
leggi l'articolo su lastampa.it
Sì, a quanto pare - e secondo un nuovo studio – dietro a pre-eclampsia, le anomalie arterio-uterine e le nascite di bambini sottopeso ci sarebbe una ridotta esposizione allo sperma maschile.
Per converso, l'esposizione prolungata allo sperma del padre biologico protegge la madre dalla pre-eclampsia e il bambino dall'essere sottopeso.
Questo è quanto emerge dalla ricerca condotta dagli scienziati neozelandesi dell'Università di Auckland il cui obiettivo era di determinare se le donne con pre-eclampsia o che partorivano bambini SGA (Small for Gestational Age), avessero maggiori probabilità di avere un rapporto di coppia di breve durata rispetto a coloro che hanno gravidanze senza complicazioni. ...
leggi l'articolo su lastampa.it
Nascono 13 bambini prematuri al giorno
Ogni giorno in Italia nascono in media 13 bambini che vengono 'attaccati' ad una macchina anziche' al seno della madre. I neonati prematuri, circa 5.000 l'anno, sono in aumento, ma in compenso migliorano le condizioni di salute: oggi ne sopravvive il 90% con peso inferiore ai 1.500 grammi, mentre negli anni '60 non si arrivava al 25%. Per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione, si celebra domani la prima Giornata europea del neonato pretermine.
Fonte: Ansa, 16 novembre 2009
Fonte: Ansa, 16 novembre 2009
14 novembre 2009
Intervista esclusiva a Elisa, neo mamma felice
Il Castello di Disio, dove ho incontrato Elisa
Dopo averla vista varie volte sul palco trascinare con la sua energia migliaia di fan scatenati, è strano trovarla ora lì, seduta di fronte a me, mentre allatta amorevolmente la sua bimba, Emma Cecile, nata il 22 ottobre scorso. E’ un’immagine quasi magica. Elisa e la piccola sono avvolte dal silenzio, in penombra, sotto lo sguardo tenero e attento di Andrea, il papà, che con lei ha condiviso anni di vita artistica e di successi.
Siamo in una grande camera da letto del Castello di Disio, luogo antico e magico della sua infanzia e adolescenza, a pochi chilometri dalla sua città natale, Monfalcone. E’ un momento di intimità, sacro e potente, al quale Elisa mi ha permesso di partecipare dopo un’affollata conferenza stampa per presentare il suo ultimo album, Heart. Un lavoro nato dal ‘cuore’, dall’istinto, dall’esigenza di abbattere le barriere della razionalità e far fluire senza controllo sensazioni ed emozioni antiche e nuove. La gravidanza ha giocato ovviamente un ruolo fondamentale in questo nuovo percorso, culminato nella nascita della piccola Emma.
Un incontro (cominciato con un’ora di ritardo: “sta allattando la bambina”, ci dice Stefania, la sua fidata assistente) che si è subito trasformato in una festa, in una celebrazione partecipata e affettuosa del lieto evento da parte di tutti i giornalisti presenti. Intorno alla tavola imbandita, curata nei minimi particolari (“sembra un pranzo di nozze!” , diciamo in coro), abbiamo alzato i calici e festeggiato l’artista, e la mamma. Soffermandoci a lungo sul racconto del parto e dei momenti di difficoltà e di gioia immensa vissuti da Elisa, stanca ma radiosa per aver raggiunto un traguardo così prezioso ed importante. Racconta che avrebbe voluto partorire in casa ma, dopo 41 ore di travaglio è dovuta andare in ospedale, dove ha dato alla luce la sua bimba, naturalmente.
Le domande e i toni dell’incontro hanno poco a che fare con le modalità tipiche delle conferenze stampa: le prime domande sull’album arrivano infatti solo dopo una buona mezz’ora. Molti di noi conoscono Elisa da anni e ritrovarla ora in questa nuova veste, al culmine della felicità, reduce da una poppata, in questo fantastico Castello a picco sul mare, come protetta e abbracciata dalla sua terra d’origine, fa slittare le domande sul nuovo lavoro (di cui Elisa e Andrea Rigonat sono co-produttori), che l’ha vista impegnata fino a pochi giorni prima del parto, e che presenterà dal vivo nei palazzetti di tutta Italia in primavera. “Ma prima devo trovare una tata”, dice, “Ora siamo Andrea ed io ad occuparci di Emma. Non vogliamo avere estranei in casa, soprattutto di notte".
Poco prima della fine dell’incontro, arriva lei, la più attesa: Emma. Andrea la tiene in braccio sorridendo, con orgoglio, tra i sorrisi e gli applausi dei presenti. Ha fame e vuole la sua mamma. Lei, con grande cura e attenzione, la prende tra le braccia e controlla che tutto vada bene. Poi si alza e , scusandosi ci saluta e si allontana per un’altra poppata.
Come è nata l’idea di partorire in casa?
Abbiamo cercato informazioni e abbiamo visto che all’estero esistono diversi ‘Birth center’. Ma in Italia, e soprattutto qui in Friuli, non ho trovato nulla. Volevo creare un ambiente particolare, intimo, non volevo andare in ospedale. Ho un’idea diversa del parto, della nascita, sono convinta che non siano una malattia. Poi, purtroppo, mi si sono rotte le acque all’improvviso (la data presunta del parto era il 2 novembre, ndr.) e questo ha messo subito la clessidra sul parto in casa, per cui non ci sono riuscita. Sarà per la prossima volta. Comunque, siamo stati seguiti dalle ostetriche subito dopo il parto, mi hanno tolto i punti a casa, mi hanno mostrato come medicare il cordone ombelicale, mi hanno aiutato moltissimo. Non avevamo fatto nessun corso di preparazione al parto perché preparavamo l’album. E’ stato un aiuto fondamentale.
Prima ci hai raccontato che avevate ordinato anche una piscina per il parto in acqua...
Sì, avevo scelto di partorire in acqua dopo aver letto che è meno doloroso per la mamma e meno traumatico per il bambino. Abbiamo ordinato una piscina di plastica gonfiabile, sono venuti i tecnici a montarla. C’e’ stato anche qualche problema perché il compressore non funzionava… Ma, nonostante alla fine fosse tutto pronto, dopo tante ore di travaglio il parto non si apriva. A un certo punto, quando stavamo per andare in ospedale, dopo 41 ore di travaglio - ho urlato talmente forte che potrei a questo punto cantare in un gruppo hard-rock - Andrea è stato grande: mi ha detto “ma dopo tutta questa fatica per preparare la piscina, entra nell’acqua almeno un attimo!”. Non ne avevo molta voglia, in realtà, ma mi sono immersa, per circa venti minuti. Ero esausta, mi lamentavo con dei flebili ‘ahhhh, ahhhh’. Ma non succedeva niente…
Nonostante non sia riuscita nel suo progetto iniziale, Elisa è comunque molto soddisfatta di come sono andate le cose: la sua bimba è nata all’ospedale di Monfalcone, a pochissima distanza da casa.
La mia ostetrica lavora lì, quindi ha potuto assistermi senza problemi. E’ stato molto bello partorire in ospedale, per molti motivi. Mi hanno dato l’ossitocina, un aiuto chimico pesante, che però mi ha salvata dal cesareo. Il parto si è aperto in sala travaglio, per cui non ci siamo spostati. Nella stanza dove ho partorito non c’erano luci forti che mi avrebbero potuto disturbare. Penso che il travaglio vada fatto in casa propria. In realtà, la prima e la seconda fase del travaglio sono sopportabilissime, e in casa puoi muoverti liberamente, fare la doccia, guardare un film, mangiare, bere. Soprattutto se hai un travaglio lungo, hai tante comodità che non sempre puoi avere in ospedale”.
Confessa di aver temuto che la sua celebrità potesse crearle dei problemi:
“Temevo che essere famosa mi avrebbe fatto vivere quel momento in un clima di ansia e di paura. Volevo essere trattata come mamma, non come un personaggio dello spettacolo o come una popstar. Invece è stata un’esperienza positiva. Il personale del reparto maternità era stato istruito, erano tutti pronti a riceverci e ci hanno aiutato a mantenere una situazione intima, corretta. Non hanno chiesto neanche un autografo…”. “Li hanno chiesti tutti dopo!”, precisa Andrea sorridendo.
Insomma, alla fine si è svolto tutto nel migliore dei modi. Com’e’ andato il “dopo”?
“All’inizio è stato molto duro perché il travaglio era stato molto lungo e avevo molto sonno arretrato. Dopo quattro giorni senza dormire ero molto stanca, ma dovevo gestire la bimba, l’allattamento al seno… E’ stato un decollo con parecchio vento. Ma da lì le cose sono andate sempre meglio.
Qual è stato il ruolo di Andrea?
Aveva la mia totale fiducia. Abbiamo vissuto tutta la gravidanza, il parto e queste tre settimane in maniera molto condivisa, abbiamo fatto tutto insieme. Mi sono sentita molto supportata da lui. Ho letto che bisogna aiutare i papà a non sentirsi esclusi, ma un papà non è un cane né un bambino piccolo: è un essere umano, e lo devi trattare come lo trattavi prima. Se ti fidi davvero ti viene spontaneo condividere.
Come ti sei preparata al grande evento?
Ero molto impegnata, lavoravo 12 ore al giorno. Questo album doveva essere in italiano. Ma quando sono rimasta incinta, mi sono inabissata. Ho provato a scrivere in italiano, ma mentre a livello musicale il lavoro stava procedendo in modo fluido, sui testi mi sentivo in difficoltà. Ed ero anche isterica, perché non potevo fumare (e mi dice che ora, dopo 16 anni, ha smesso del tutto). Ma non volevo fare il compito in classe, ero terrorizzata dal rischio di fare cose glaciali, che poi non avrei riconosciuto. Siamo stati anche molto via da casa. Non avevo le mie amiche accanto per potermi confidare e condividere questa attesa. Comunque, durante la gravidanza ho avuto anche dei momenti, tutti miei, in cui mi soffermavo a pensare a questo evento. Ho smesso di lavorare solo dieci giorni prima del parto. Poi, è arrivato il 21 ottobre: avevo un’intervista alle sei di sera, ma alle quattro del mattino mi si sono rotte le acque…
Come ti immaginavi in questo nuovo ruolo?
Non me lo immaginavo, avevo tanta paura. Lo sentivo come una grande responsabilità. Ma al tempo stesso mi emozionavo tanto al pensiero di diventare mamma.
Emma ha finito di poppare, si è addormentata. Il Castello sta per essere inghiottito dalle morbide luci del tramonto, che lentamente si fondono con il mare. E’ ora di ripartire alla volta di Roma. Saluto Elisa con un abbraccio, ringraziandola per avermi regalato questi momenti di intimità e di aver condiviso un’esperienza unica. Ma, prima di lasciarla, mi soffermo un attimo a guardare Emma Cecile. E penso che nessun premio, nessuna vittoria a Sanremo, nessun disco d’oro o di platino, possa essere minimamente paragonabile alla gioia e all’emozione di diventare mamma.
Leggi anche l'intervista Ansa sul nuovo album Heart
Leggi anche l'intervista Ansa sul nuovo album Heart
5 novembre 2009
Giorgia aspetta un bimbo!
Giorgia aspetta un bimbo. A pochi giorni dalla nascita della figlia di Elisa, anche un'altra grande voce della musica diventerà mamma per la prima volta. Il papà è il suo compagno, Emanuel Lo, ballerino, musicista e compositore (tra l'altro con Giorgia ha firmato il duetto con Mina pubblicato nell'ultimo album dell'artista romana), uscito a settembre col nuovo album "Cambio tutto".
Ma per Giorgia, al sesto mese di gravidanza, c'è un'altra novità: un duetto con Gianna Nannini nel brano inedito "Salvami", scritto dalla rocker con Pacifico e che sarà inserito nella riedizione di "Giannadream" (nei negozi dal 27 novembre).
(nella foto, Giorgia con mia figlia Sara)
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