29 dicembre 2010

Neonata muore dopo visita in ospedale

Una neonata di circa un mese, nata prematura, è morta la notte scorsa a Cetraro dopo che era stata sottoposta ad una visita di controllo nell'ospedale di Cosenza.
 La bimba, la cui madre è una ragazza diciottenne romena, è nata all'inizio di dicembre nell'ospedale di Cetraro (Cosenza) e successivamente è stata trasferita nel nosocomio di Cosenza dove è stata ricoverata.
Successivamente è stata dimessa ed i genitori l'hanno portata nella loro abitazione a Cetraro. Ieri, come era stato stabilito dopo che era stata dimessa dall'ospedale di Cosenza, la neonata è stata sottoposta ad una visita di controllo ed è tornata con i genitori a casa.
 Durante la notte, però, è deceduta. I genitori hanno deciso di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Paola, che ha avviato un'inchiesta e disposto l'autopsia. Le indagini sono condotte dalla Squadra mobile di Cosenza.

Fonte: ANSA

Mancano le ostetriche, chiude sala parto a Noventa Vicentina

Stop alle nascite per due mesi all'ospedale di Noventa Vicentina, in Veneto, dove la carenza di ostetriche in queste festività ha costretto alla sospensione dell'attività della sala parto. Le ostetriche in rotazione tra l'ospedale 'San Bortolo' di Vicenza e il 'Pietro Milani' di Noventa sono in tutto 35. Ogni anno fanno venire alla luce mediamente 3.300-3.400 bambini.
Ma in questo Natale, fra malattie, infortuni e irreperibilità, l'unità di Ostretricia e Ginecologia si è trovata a fare a meno di una decina di professioniste del 'primo vagito'. In questi giorni, tra l'altro, si sono contati anche sette parti consecutivi in poche ore. Così la decisione della Direzione sanitaria: chiusura fino al 28 febbraio 2011 del punto nascita di Noventa Vicentina e partorienti dirottate obbligatoriamente nell'ospedale di Vicenza - che dispone della neonatologia - o in quelli vicini di Monselice (Padova) o San Bonifacio (Verona).
Una scelta, spiega la direzione sanitaria, dettata dalla necessità di garantire comunque la sicurezza a tutte le partorienti e i neonati.
Non è questa la prima volta del resto, spiegano fonti sanitarie, che la struttura vicentina si trova a fare i conti con la carenza di ostetriche. I tagli alla sanità c'entrano poco, semplicemente è una figura professionale molto richiesta, e spesso ai concorsi non risponde neppure il numero di candidate minimo richiesto.
Anche per questo a Vicenza è stato attivato in collaborazione con l'ateneo di Padova un corso universitario triennale per ostetriche, che l'anno prossimo sfornerà le prime laureate.

Fonte : ANSA

18 dicembre 2010

Tanti esami in gravidanza anche se va tutto bene

Che la gravidanza proceda tranquillamente o sia a rischio per le donne italiane non sembra fare differenza perche' il numero delle visite e degli esami e' molto alto e praticamente identico in entrambi i casi. E' quanto emerge dal'ultimo rapporto del Cedap (Certificato di assistenza al parto) che da' un quadro dell'assistenza medica e del comportamento delle donne durante la gravidanza.
 - OLTRE 4 VISITE: in oltre l'84% delle gravidanze sono state effettuate oltre 4 visite. La prima visita la fanno oltre la 12.ma settimana di gestazione il 3,6% delle donne italiane e il 16,2% di quelle straniere. Le donne con scolarita' medio-bassa effettuano la prima visita piu' tardi (8%), cosi' come quelle piu' giovani (15,7% nelle madri con meno di 20 anni).
- ECOGRAFIE: a livello nazionale la medie degli esami ecografici fatti per ogni parto e' di 5,1, con oscillazioni regionali variabili. Che vanno dalle 3,9 ecografie per parto nella provincia autonoma di Trento alle 6,6 dell'Abruzzo. Per il 72,4% delle gravidanze, si registra un numero di ecografie superiore a 3.
- AMNIOCENTESI: nell'ambito delle tecniche diagnostiche prenatali invasive, l'amniocentesi e' la piu' usata, seguita dall'esame dei villi coriali (3,39%) e dalla funicolocentesi (0,6%). In media ogni 100 parti sono state effettuate 15,4 amniocentesi. Anche in questo caso l'utilizzo e' diversificato a livello regionale: nelle regioni meridionali si registra una percentuale al di sotto del 12% (ad eccezione della Sardegna) mentre i valori piu' alti si hanno in Valle d'Aosta (37,1%) e Liguria (27,6%). A livello nazionale alle madri con piu' di 40 anni il prelievo del liquido amniotico e' stato effettuato nel 43,43% dei parti.
 
Fonte: ANSA.