“Una battaglia vinta”. Cosi’ Vincenzo Carpino, Presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani (AAROI) definisce l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza dell’epidurale per il parto indolore. “Noi Anestesisti Rianimatori - sottolinea Carpino - da anni sostenevamo, in un mare di polemiche, che dovesse essere evitato un dolore gratuito alla donna nel travaglio e al momento del parto. E’ stato riconosciuto quello che l’AAROI da sempre ha sostenuto e cioe’ il diritto della donna a partorire senza dolore. Con l’epidurale gratuita su tutto il territorio nazionale, come prevede l’intesa di massima sulla nuova definizione dei LEA, cioe’ Livelli Essenziali di Assistenza, gli Anestesisti Rianimatori, che questa metodica sanno ben praticare, sostengono che viene tutelata la salute della donna garantendo il diritto a nascere senza rischi e di non subire l’imposizione del cesareo. Adesso attendiamo - aggiunge Carpino - che il provvedimento venga approvato anche dalla Conferenza Stato Regioni. Sarebbe assurdo e addirittura ingiurioso nei confronti della donna se qualche Regione decidesse autonomamente di non garantire l’epidurale a titolo gratuito. Non possiamo avere le tante Italia del dolore”.
FONTE: AGI, 28 OTTOBRE 2008
Visti i dati sui rischi dell'epidurale emersi da varie ricerche internazionali; tenuto conto che la scienza considera il corpo della donna "incapace" e "inadeguato" a fare da solo il suo compito, cioè' dare alla luce un bambino; vista la tendenza ad eliminare sistematicamente il dolore dal parto e dalla nostra esistenza in generale... mi chiedo se l'esultanza degli anestesisti toscani non nasca più' da interessi personali ed economici, che da una libera e consapevole scelta delle donne. Esistono delle alternative naturali all'epidurale, varie tecniche per alleviare o anche annullare il dolore del parto applicate con successo in molte parti del mondo (citate nel mio libro "Partorire senza paura", Red Edizioni, Milano 2008). Non facciamoci convincere per ignoranza o passività'. Altrimenti, non essendo in grado di scegliere il meglio per noi e per i nostri figli, saranno sempre altri a farlo al nostro posto.




