1 febbraio 2013

Perche’ ancora chiediamo il permesso di essere noi stesse?

Quando ho deciso di scrivere il mio primo libro, “Partorire senza paura” (Red Ed. 2008), non immaginavo che tante donne mi avrebbero ringraziato. Sono ormai passati cinque anni dall’uscita del libro e continuo a ricevere molte mail e messaggi (partoriresenzapaura@gmail.com, o sulle mie pagine FB – personale e di Partorire senza paura – e sul mio profilo Twitter) da parte di mamme grate per aver scoperto,  grazie a me, il parto in casa.
Ogni volta mi stupisco, e provo emozione pensando che il mio lavoro, la mia esperienza, la mia passione nel portare avanti una battaglia cosi’ difficile come quella del parto ”secondo natura”, senza interventi chimici o chirurgici, abbiano potuto davvero cambiare la vita di alcune persone. Perché è proprio questo che mi scrivono: tu hai cambiato la nostra vita, hai regalato alla nostra famiglia dei momenti unici e rari, che non pensavamo di poter provare.
quarantaquattro
E, confesso, mi indigno quando leggo – a distanza di tanti anni – articoli di stampa nei quali si divulgano dati e ricerche che confermano cio’ che dicevo nel 2008. E cioe’ che i parti cesarei nella maggior parte dei casi sono ingiustificati. E quindi, e’ come dire che le donne in sala parto vengono ancora manipolate, prese in giro, ingannate. Si’, perche’ l’importante e’ che non diano fastidio, che stiano buone, che acconsentano a tutte le procedure previste, anche se non sono necessarie. E’ la prassi. Si fa cosi’. E chi fa domande, espone dubbi, contesta, e’ considerato un fastidio, un ostacolo, va fatto tacere, va sedato. Addormentate. Ci hanno addormentate. Ci sono riusciti.
diciassette
Le partorienti non hanno il diritto di fare quello che sentono, devono chiedere il permesso di partorire come sentono, come vogliono. Devono chiedere il permesso di fare il loro mestiere. Devono chiedere il permesso di essere se stesse. Ma forse – almeno a giudicare dall’interesse che vedo intorno a me nei confronti di questi temi  - c’e’ ancora qualcuno che questo permesso forse non vuole piu’ chiederlo. E io  sostengo tutte le donne che vogliono sentirsi vive, quando il loro bimbo/a viene alla luce. Vigili, partecipi, protagoniste. Ovviamente. Inesorabilmente. E penso che non smettero’ mai di farlo.
Ringrazio e amo tutte le donne che combattono per difendere il loro diritto, e quello delle altre, a esistere come madri. E come persone.

3 commenti:

  1. E io sono una di quelle mamme che continua a ringraziarti.

    Grazie al tuo libro, alla mia ostetrica e all'associazione che nella mia città promuove il parto in casa ho scoperto un mondo meraviglioso.

    Non solo ho avuto il travaglio e il parto che sognavo e che mi ha dato una forza incredibile. Ho iniziato il mio percorso di mamma nel modo più naturale e ho avuto da subito fiducia in me e nelle mie capacità di donna e madre.
    E' questo che rende il parto in casa impagabile e meraviglioso.

    Continuo a portare la mia testimonianza col mio blog ma sicuramente tu, con il tuo libro, hai fatto davvero tanto... continua così!!!! :-)

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  2. Grazie Federica, il tuo incoraggiamento mi fa davvero piacere. Sono felice di aver contribuito a farti trovare il percorso che volevi. E' sempre piu' difficile per una madre scegliere il proprio parto. Ma se lo si vuole fortemente, si puo' fare!
    Mandami il link al tuo blog!
    a prestissimo e grazie per il supporto
    A presto
    Elisabetta

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  3. Salve,
    l’articolo è certamente molto interessante. Da oggi vi seguirò certamente. Vorrei, se posso, lasciare il mio contributo:
    Tutto sul parto

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