30 aprile 2008

Vi aspetto al Melbookstore di Roma il 7 maggio

PARTORIRE SENZA PAURA
di Elisabetta Malvagna
Red! Edizioni
Mercoledì 7 maggio 2008 – ore 18.00
Melbookstore, Via Nazionale 254 – Roma
Intervengono:
Padre GianPaolo Salvini sj
Direttore de La Civiltà Cattolica
Dott. Federico Baiocco
Ginecologo Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina
Valeria Barchiesi
Ostetrica, Presidente Associazione Il Nido
Modera:
Laura Cannavò
Giornalista del TG5
Sarà presente l'Autrice

Domani a UnoMattina!

Domani sarò ospite di UnoMattina su Raiuno.
Stay tuned!

28 aprile 2008

E' stato un grande successo il concerto che mia figlia Sara ha tenuto sabato scorso con il suo coro di voci bianche, i Pueri Cantores dell'Arts Academy di Roma, alla Minoriten Kirche di Vienna. Chiamata fin dal 1260 la Chiesa degli Italiani, e' affidata ai frati Francescani e per molti anni vi ha suonato lo storico "nemico" di Mozart, Salieri. Sembra che l'anno prossimo siano gia' stati invitati a fare una mini tournée in Austria (due anni fa avevano gia' tenuto un concerto a Londra). Tutti bravissimi i bambini, tra i quali anche una bimbetta bionda dolcissima di 4 anni e mezzo e due fantastici mini-cantanti di 6 anni.
Quello dei Pueri Cantores e' un repertorio molto particolare, si tratta di laude medievali del XIII secolo, brani preziosi e molto rari, difficilmente eseguiti da cantanti cosi' piccoli. Appena sara' disponibile, ne mettero' online qualcuno. Ciao a tutti!

24 aprile 2008

Grazie al TgLa7 ho conquistato la "Medaglia di bronzo"


Inaspettamente ho vinto una medaglia, la prima della mia vita! Leggete:

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=78&id_art=3208&aa=2008

Caccia alla ladra in Transatlantico

So che questo articolo non c'entra nulla con il blog. Tranne che per il fatto che sono io la protagonista del racconto, pubblicato anni fa sul Corriere della Sera, quando ero cronista parlamentare dell'Ansa. Internet è fantastico! Dopo quasi 15 anni ho riletto questa intervista, di cui quasi mi ero dimenticata, e che e' stata appena pubblicata sul web...
Mi diverte proporla su questo blog... Se volete leggerla anche voi...

http://archiviostorico.corriere.it/1995/giugno/21/Unici_indizi_bella_bionda_Caccia_co_0_95062114100.shtml

23 aprile 2008

Nascere in casa e' oggi diventato molto sicuro: lo ha stabilito una ricerca scientifica che arriva dalla Gran Bretagna pubblicata sul prestigioso British Journal of Obstetrics and Gynaecology. Secondo l’indagine - condotta dal Collaborating Centre for Women and Children’s Health di Londra dal 1994 al 2003 dove su un totale di 6, 3 milioni di nascite, 130 mila sono avvenute in casa - un paragrafo è dedicato al sistema olandese, tra i più progrediti per quello che riguarda i parti in casa, con oltre il 30 % sul totale. Di questa cifra meno di un terzo sembra essersi concluso con un trasferimento d’urgenza in ospedale. Il che significa che il punto di forza è nella scrematura iniziale: far partorire in casa solo chi già presenta rischi bassissimi.
Fonte: Panorama.it, 16 aprile 2008

18 aprile 2008

40 motivi per non fare figli




Ecco un mio articolo, uscito oggi sull'ANSA, del libro di Corinne Maier dal titolo "No Kid - 40 motivi per non avere figli", in uscita in questi giorni. Nella mia mail dell'ANSA ho gia' ricevuto molti commenti, visto che la tesi dell'autrice e' molto provocatoria... Di questo libro ho parlato anche al TgLa7, dove sono stata ospite per presentare "Partorire senza paura", di cui parlero' anche prossimamente su Radiodue, ospite di Barbara Palombelli nel suo programma "28 Minuti", a "2 minuti un libro" su La7 condotto da Alain Elkann e a Unomattina (Raiuno).

Questo il link della recensione di No Kid:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_48400138.html

16 aprile 2008

Un commento al libro "Partorire senza paura"

Non ho mai partorito, ma penso spesso al futuro.
Eppure quello che mi ha colpito nel tuo libro, ed è in netto contrasto con quanto ti ho appena scritto, è aver sentito più vicino un argomento da cui spesso fuggiamo, forse grazie alla fluidità con cui hai scritto la tua esperienza personale. Non è distaccato, ma empatico. Non aver usato quei formalismi che caratterizzano molti libri è stato vincente, secondo me. Mi ha colpito ritrovare, tra le testimonianze, le ricerche e gli studi, un linguaggio informale e diretto, sincero. Sembra, in certi passaggi (vd. Pag 60/1, ad esempio) che tu stia raccontando qualcosa a un'amica a cui vuoi davvero dare dei consigli (della serie ''fidati, non solo ci sono passata già, ma so anche quello che dico'').
A un'analisi più attenta, ma questo esula dal libro in sé (e non so neanche chi mi dia tutta la confidenza per scrivertelo) ho avuto come l'impressione che parlassi a te stessa, come se dietro questo libro ci fosse stata una riflessione personale molto forte e che l'aver avuto la possibilità di mettere tutto nero su bianco sia stata una liberazione emotiva.
Ciao, Emanuela

10 aprile 2008

Recensione su Vanity Fair



Elezioni: cambierà qualcosa per noi mamme?


Lo sappiamo bene: maternità e lavoro sono due concetti che in Italia non vanno molto d'accordo. Anzi, spesso sono in conflitto. Non so voi, ma più i miei figli crescono (ora hanno 10 e 7 anni), più è difficile gestire questo doppio ruolo che sembra sempre più essere una corsa a ostacoli. Non capisco perché nessun politico, amministratore, esponente delle "Istituzioni", si ponga il problema: ma loro - mi chiedo - dove vivono? Su un altro pianeta? Le loro mogli o compagne sono forse esenti dal dover far fronte ai miliardi di impegni che molte di noi devono gestire?

I loro figli sono contenti di dover spesso fare a meno di una mezz'ora di gioco in più con i loro genitori? Di trascorrere più tempo con la tata che la mamma? Di sentirsi continuamente rispondere "ora non ho tempo, quella cosa la facciamo dopo"... e poi quel tanto atteso "dopo" non arriva mai? Non sono tra quelli che sistematicamente biasimamo i genitori (insomma, quelli del "non ci sono più i genitori di una volta" o del "non c'e' più religione").

Certo, alcune mamme e papà dovrebbero avere forse un pò più di attenzione nei confronti della prole, una "merce" sempre più rara.

Ma è anche vero che con tutta la volontà possibile, a volte è veramente difficile : - fare una spesa che non superi i 100 euro e basti per una settimana, senza comprare schifezze;
- scegliere di andare dal parrucchiere dopo 6 mesi di capelli selvaggi e ricrescita a mille invece che portare il bambino a prendere il gelato e poi a giocare a pallone al parco;
- stare un'ora in più al lavoro per evitare di sentirsi in colpa con il capo o la collega, e al tempo stesso non sentirsi in colpa con tua figlia che la sera prima ti ha detto piangendo "mamma, ma perche' non stai mai con me!!!".
A differenza di molti altri paesi europei, in Italia il part-time sembra essere un lusso che solo pochi possono permettersi. E a fronte di tasse e balzelli in continuo aumento, cosa ci viene dato in cambio? Una mia amica che 10 mesi fa ha avuto due gemelli (deliziosi), proprio ieri mi diceva: "L'asilo? Figurati se li hanno presi, davanti a noi ci sono decine e decine di altri bambini in lista".
E cosi' deve pagare una baby sitter filippina che non e' neanche tanto brava (non ha lavato i panni dei gemelli per tre giorni perche' "era finito il detersivo") , ma che almeno costa "poco": solo 800 euro al mese!.
Se c'e' qualcuno che deve fare qualcosa, quelli sono i politici e gli amministratori della cosa pubblica. Altrimenti, non si lamentassero della detanalità o della scarsa affluenza (cosa che prevedo ci sarà a questo giro) alle une.... Buon tutto a tutte.

8 aprile 2008

Foto fantastica di bimbo fantastico, Bernardo (14 mesi)



Scusate ma non potevo non pubblicare questa foto! Lui è Bernardo. Sta dormendo beatamente sulla spiaggia, mentre papà Giorgio lo immortala senza farsi sentire... E' un regalo che la mia collega Silvia ha voluto farmi in una delle nostre rare pause dal lavoro. Grazie!

Incontro al parco con una mamma tosta


Domenica sono andata al parco vicino casa. Mentre Leo giocava a pallone col padre e Sara leggeva per l'ennesima volta Harry Potter 5, mi sono accorta che a pochi metri da noi c'era una deliziosa e cicciotta bimbetta che si godeva il panorama dalle braccia della sua mamma. Era talmente carina che non sono riuscita a trattenermi, e ho fatto la classica 'domanda da parco': 'quanto ha?'. La simpatica genitrice ha risposto sorridendo, 'tre mesi'.
Chiaccherando amabilmente ho scoperto cosi' che la delizia si chiama Angelina (mai nome fu più adatto) e che pesa sette chilogrammi! (piazzati soprattutto su cosce e guance). Ma soprattutto che è nata con parto naturale e senza nessun intervento non voluto. Come mai di questi tempi? Perche' la mamma ha saputo difendere i propri ritmi dal solerte intervento dei sanitari.
"Mi si sono rotte le acque a casa", ha raccontato Giovanna, "e sono andata in ospedale. Pero' non avevo contrazioni, per cui volevano indurre il parto con l'ossitocina. Non capivo perche' forzare la cosa, ero tranquilla, avevo fiducia nel fatto che sarebbe andato tutto per il verso giusto. Ma, quando ho rifiutato l'ossitocina, mi hanno guardato come se fossi una pazza, commentando seccati 'ecco un'altra strana...'. Io non mi sono curata di quello che dicevano, ho tenuto duro e ho aspettato che arrivassero le contrazioni. Che infatti, dopo un po' sono arrivate. Angelina e' nata e, nonostante pesasse 3,780 kg., non ho avuto lacerazioni, neanche un punto di sutura".
"Non capisco il perche' di questa smania di intervenire", ha aggiunto mentre accarezzava la testina tonda della sua Angelina, che intanto mi guardava con i suoi enormi occhi blu. "Magari se non avessi 37 anni e non fossi al secondo parto, mi sarei fatta convincere, mi sarei fatta dare l'ossitocina. Che tra l'altro fa un male cane, fa venire contrazioni molto piu' forti e difficili da sopportare di quelle naturali...".
Mentre mi raccontava la sua esperienza, la guardavo con ammirazione e rispetto. Non le ho detto che ho scritto un libro proprio su questo argomento: un pò per discrezione, ma soprattutto perche', visto come ha affrontato il parto, non ha bisogno di leggerlo...

5 aprile 2008

L'altra sera sono andata a vedere 'Juno', il film più recensito e dibattutto della stagione, entrato suo malgrado nel dibattito anti-abortista nel periodo pre-elettorale. Premio Oscar per la migliore sceneggiatura, firmata dalla scrittrice e blogger, ex spogliarellista e ora lanciatissima autrice di script hollywoodiani Diablo Cody, 'Juno' racconta la storia di una sedicenne (Ellen Page)che, dopo essere rimasta incinta, decide di non abortire e di dare suo figlio in adozione.
Nonostante Giuliano Ferrara abbia più volte sottolineato il messaggio anti-abortista del film, sia gli interpreti (tutti bravissimi), sia la sceneggiatrice, intervistati su un tema affrontato anche nella campagna elettorale Usa hanno smentito l'intento politico della pellicola: "Non direi proprio che c'è un messaggio pro-life", ha commentato la giovane progatonista, "Juno si presenta semplicemente in clinica per abortire senza farsi problemi, poi decide di andarsene. Anzi l'idea iniziale di Diablo Cody era scrivere una storia su una sedicenne che abortisce. Invece poi ha scritto quella di una ragazza che decide di dare in adozione il figlio. E' di questo che parla il film, nient'altro!". E la sceneggiatrice: "Sicuramente è una questione molto delicata. Si potrebbe dire che questo film è un inno alla vita e alla nascita di un bambino, oppure come la storia di una giovane emancipata che continua a essere emancipata. O si potrebbe leggere come una riflessione sull'amore difficile, o sulla maturità''.
Non so come la pensiate, ma vi consiglio di andare a vedere finalmente un film intelligente, tenero, divertente, non banale e non politically-correct (anche se la coppia adottiva alla fine si separa, Juno decide di dare alla donna, rimasta sola, il suo bambino ... in Italia un finale così non lo avremmo mai visto!), che racconta in modo semplice e originale la storia di una ragazzina forte e apparentemente sopra le righe, che con coraggio riesce a trovare un equilibrio tra la razionalità e quello che le dice il cuore.