30 gennaio 2009

Depressione post-partum: una telefonata meglio delle medicine

Per curare la depressione post-partum i medicinali possono essere sostituiti semplicemente con qualche telefonata in più. A sostenerlo è uno studio canadese pubblicato sul British Medical Journal e coordinato da Cindy-Lee Dennis della Facoltà Bloomberg di infermieristica dell'università di Toronto.
Secondo la ricerca dare alle neomamme la possibilità di sfogarsi e parlare con chi ha già vissuto l’esperienza del parto sarebbe molto più efficace di qualsiasi medicinale. Durante lo studio sono state monitorate 701 mamme – ad alto rischio di depressione post-parto – scelte attraverso una selezione sul web che ha coinvolto oltre 21.000 donne. Le 701 mamme sono state divise in due gruppi. Un gruppo ha ricevuto la classica assistenza post-parto, mentre all’altro gruppo è stata data la possibilità di un sostegno telefonico.
Il risultato? Il rischio di depressione è diminuito del 50% per le donne che hanno avuto modo di confrontarsi e sfogarsi al telefono, discutendo delle proprie ansie e delle proprie paure con chi aveva già vissuto l’esperienza.
La depressione post-parto è un fenomeno molto diffuso tra le donne e per questo - sostiene Cindy-Lee Dennis – è necessario supportare le donne e le famiglie per imparare a gestire il fenomeno. Circa il 10% delle donne ne soffre e può avere serie conseguenze anche per la crescita del bambino, oltre che ripercussioni sull’equilibrio di tutta la famiglia.

Fonte: Paginemediche.it, 30 gennaio 2009

Obama alle donne: "basta disparità"


Barack Obama ha firmato come primo provvedimento una legge per l'equità salariale tra uomini e donne. Un'ottima partenza per il primo presidente afro-americano degli Stati Uniti.
Negli Usa le donne guadagnano il 22% in meno rispetto agli uomini, in Europa la media e' del 16%, in Italia c'e' una differenza del 15% gia' dopo il primo anno di lavoro tra un ragazzo e una ragazza che hanno lo stesso impiego, la stessa eta' e si sono laureati con gli stessi voti nella stessa facoltà.
La legge americana porta il nome di Lilly Ledbetter, la dipendente di Goodyear Tire & Rubber per anni vittima di un trattamento retributivo discriminatorio, che in 19 anni di lavoro le ha fatto perdere 200 mila dollari. La sua causa e' diventata il simbolo della lotta per l'uguaglianza tra i sessi. Ora la legge permetterà alle donne di rivalersi sui datori di lavoro.

Ok alla legge anti-stalking: carcere per i molestatori

Sì a larghissima maggioranza dell'Aula della Camera al disegno di legge contro lo 'stalking', ovvero quegli atteggiamenti tenuti da chi affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola e ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
Chiunque minacci o compia atti persecutori nei confronti di qualcuno rischia il carcere fino a 4 anni. Se poi a molestare è il coniuge (anche se separato o divorziato), il convivente o il fidanzato e se la molestia è rivolta a una donna incinta, la detenzione puo' durare fino a 6 anni.
Il provvedimento ora passa al Senato.

Evviva!

29 gennaio 2009

Come cambierà la contraccezione

Autoiniezioni contraccettive che le donne potrebbero farsi da sole una volta al mese risultando "protette" per tutto il periodo, ma anche una pillola anticoncezionale che potrebbe permettere di decidere quando avere il ciclo mestruale con la possibilità di "evitarlo" fino a un periodo massimo di 4 mesi. Ed ancora: cerotti settimanali e pillole arricchite con acido folico. Sono i metodi contraccettivi del futuro ai quali i ricercatori stanno lavorando e che potrebbero cambiare l'atteggiamento delle donne verso una contraccezione che gli scienziati mirano a rendere sempre più 'su misura'. A fare il punto gli esperti riuniti a Berlino per la presentazione in Europa della nuova pillola efficace anche contro i sintomi pre-mestruali.

Fonte: ANSA, 23 gennaio 2009

28 gennaio 2009

Siamo al delirio


Ci mancava solo il 'mommy makeover'.
Una delle tendenze in voga negli Stati Uniti è sottoporsi a un paio di interventi chirurgici per cancellare i segni lasciati sul corpo da una gravidanza. Migliaia di donne infatti negli USA si sottopongono ad una riduzione del ventre e si rifanno il seno per eliminare i cuscinetti di grasso e contrastare la forza di gravità che inesorabilmente sfida il seno in seguito all'allattamento.
Secondo l'American Society of Plastic Surgeons, l'anno scorso vi hanno fatto ricorso oltre 350 mila donne. In maggioranza mamme tra i 20 e i 39 anni. C'è forse da immaginare che la tendenza si sia affermata anche perché le star di Hollywood, come Angelina Jolie, Jennifer Lopez o Jennifer Garner, poche settimane dopo il parto sfoggiano dei fisici asciutti e sono con molto probabilità le prime a ricorrere al bisturi per riportare tutte le curve al posto giusto.
Per il New York Times il fenomeno è dovuto alla visione culturale dominante, a standard di bellezza per cui i cambiamenti biologici vengono trattati come il colore dei capelli. A osservare i dati, si scopre che tra il 1992 e il 2007 il numero delle riduzioni del ventre è aumentato del 746 per cento, quello degli interventi al seno del 921 per cento; le liposuzioni sono cresciute del 431 per cento.

Fonte: Ticinonline, 25 gennaio 2009

Muore a quattro giorni dal parto: aperta un'inchiesta

Sarà la magistratura a verificare se le strutture mediche hanno fatto tutto il necessaro per salvare la vita a Paola Santinello, la ventottenne di Battaglia Terme,morta quattro giorni dopo il parto. Sul tavolo del pubblico ministero Roberto Lombardi è già stato aperto un fascicolo di inchiesta sulla base dell’esposto presentato dalla mamma di Paola poche ore dopo la morte. Domattina il magistrato conferirà l’incarico per l’autopsia destinata ad essere eseguita il giorno successivo.

Fonte: Gazzettino.it, 25 gennaio 2009

La Clerici fa un figlio ma a crescerlo sarà la tata, anche se ''all'antica"


Riporto una notizia sulla Clerici, che annuncia: "Torno a lavorare dopo un mese dal parto".

"Partorisco, torno e mi riprendo tutto" . Ad annunciarlo a Tu è Antonella Clerici, che dovrebbe partorire intorno al 20 febbraio. "Riprenderò prima con Ti lascio una canzone, la mia trasmissione dell’anno scorso che mi ha dato tante soddisfazioni. E subito dopo anche con La prova del cuoco", rivela.
Tutta colpa della concorrenza. Ultimamente le dichiarazioni di Elisa Isoardi, nuova presentatrice della fortunata trasmissione pare abbiano fatto tremare la Clerici. La 26enne di Cuneo ha rivelato di trovarsi benissimo come sostituta e ora pare che la Rai voglia affidarle nuovi progetti
Insomma, la bionda 44enne sembra non avere dubbi sul suo futuro lavorativo, come pure sul ruolo di mamma. Sulle orme di Rachida Dati, il ministro francese della Giustizia che s'è presentata al lavoro a soli 5 giorni dalla nascita della piccola Zohra, anche Antonella ha deciso non godersi appieno le gioie di madre e dopo 30 giorni di ripresentarsi in tv.
E il nascituro? Nessun problema la Clerici è già alla ricerca di una tata. Ma non una qualsiasi. Antonellina la vuole di vecchio stampo, di quelle che allevano e crescono i figli come fossero i propri. "Sì, spero proprio di trovarla all’antica», conclude. Una che cresce i tuoi figli come fossero suoi".

Commento: prendiamo per buone le dichiarazioni della signora Clerici (con la stampa non si sa mai, parola di giornalista). Ma allora, mi chiedo: una i figli che li fa a fare se poi a crescerli e' la tata? Almeno per i primi mesi non sarebbe meglio (per entrambi) stare un po' insieme? Il programma Ti lascio una canzone, dice, le ha dato tante soddisfazioni.... E il figlio che ha tanto voluto e desiderato che fine ha fatto? Evidentemente il rutilante mondo della tv, la fame di ascolti e di successo sono piu' importanti. O NO????

Beatrice, prima nata in casa dopo 30 anni

Beatrice Mazzocca è la prima nata, in casa, a Spoltore dopo trent'anni. Il 23 gennaio 2009 alle ore 3.30 la piccola Beatrice, che pesa ben 3 kili e 770 grammi, è venuta alla luce con un parto naturale, in acqua e a casa, dopo un' attenta preparazione e organizzazione dei genitori e delle ostetriche che l’hanno assistita, Stefania Manara di Termoli e Giglio Antonietta di Napoli.
I genitori di Beatrice, Paola Mariani e Stefano Mazzocca, affermano di aver vissuto una esperienza bellissima; Paola, continua dicendo che “ogni mamma dovrebbe poter vivere positivamente l’esperienza del parto, in modo naturale” .
Il Sindaco, dopo aver fatto gli auguri ai genitori, ha posato per la fotografia di rito cingendo fra le braccia Beatrice e invitando i concittadini a valutare la bella ed importante opportunità di partorire a casa propria, perché si possa tornare alle orgogliose tradizioni di “nato a Spoltore” dando quella valenza singolare di appartenenza.

Fonte: abruzzoliberale.it, 28 gennaio 2009

27 gennaio 2009

Domani a Tg2.it


Domani sarò ospite di Tg2.it. Sono stata invitata a parlare del mio libro "Partorire senza paura". L'appuntamento è alle ore 10 su Raidue.
Oggi invece sono stata a Sat 2000 dove è' andata in onda in diretta una puntata sul parto in casa. Appena ho il video lo metterò sul blog. Posso intanto dire che non è stato facile. Il parterre
(in particolare, una ginecologa) non era molto disponibile ad accettare i dati, le opinioni e le esperienze da me raccontate nel corso del programma. Ma sono comunque riuscita a tenere testa alle solite obiezioni sul parto in casa, senza per questo farne un'ideologia. Me ne guardo bene!
E' triste, però, constatare quanto i luoghi comuni e i paraocchi continuino a guidare gli "operatori della nascita" nel nostro Paese....

Continuate a seguire cosi' numerosi questo blog. Aspetto consigli e contributi!
A presto!

26 gennaio 2009

La videonotizia dell'Ansa su libro e presentazione di Milano!

Ecco il servizio che l'Ansa ha fatto sul libro, prima della presentazione a Milano (il titolo è linkato). C'è anche un mio "appello" alle mamme a informarsi prima di partorire... 

25 gennaio 2009

Presentazione del libro a Milano

Ieri c'è stata la presentazione del mio libro a Milano: è andata molto bene. La sala dell'associazione La Luna Nuova era gremita, tanti gli interventi e i contributi, tutti preziosi e puntuali. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, compresi gli organizzatori, i "presentatori", di cui ho apprezzato la passione e la sincerità, e gli amici-colleghi che si sono occupati , con successo, di promuovere l'evento sulla stampa, in radio e su internet.
So che la strada verso una nuova concezione del parto in Italia è lunga, ma sono convinta che ogni piccolo gesto in quella direzione vada comunque realizzato e promosso il più possibile.
Per questo, invito chi voglia segnalare eventi, iniziative e nuove idee in proposito, oppure indicare episodi di malasanità (legati a gravidanza e parto), oppure semplicemente raccontare le proprie esperienze, positive o negative che siano, a scrivermi sul blog oppure alla mia mail emalvagna@gmail.com.
A presto!

23 gennaio 2009

Neonata muore al Sant'Anna di Torino, 9 medici indagati

Doveva chiamarsi Elisa e, secondo i consulenti del pm Cesare Parodi, avrebbe potuto nascere e crescere come una qualsiasi bimba in salute. La mamma la portava in grembo da 36 settimane quando, lo scorso 28 maggio, il battito cardiaco nel suo utero cessò. Corsa in sala parto, a poche decine di metri dalla stanza dove la donna era ricoverata da 11 giorni. Non c’è stato niente da fare. La ginecologa milanese Anna Maria Marconi e il medico legale Fabrizio Bison - esaminati cartella clinica, tracciati cardiografici e la querela - hanno ritenuto che il parto doveva essere anticipato di 8 giorni. 

Il pm ha iscritto nel registro degli indagati, per l’ipotesi di omicidio colposo, il dottor Saverio Danese, responsabile della «Ginecologia A» del Sant’Anna, e altri 8 medici del reparto ospedaliero dove la signora venne ricoverata. Il pm ha chiesto un incidente probatorio: «Pur tenendo conto dell’assiduo monitoraggio messo in atto durante la degenza, non sembra potersi giustificare una così lunga attesa (11 giorni) prima di indicare la necessità di portare la paziente in sala parto». Che poi avvenne in condizioni drammatiche, in seguito al distacco della placenta, con grave rischio anche per la vita della madre. Tant’è che il taglio cesareo - annotano i consulenti del pm - fu eseguito «in regime di terapia intensiva». Aggiungono: «Un importante fenomeno di anemizzazione aveva colpito la partoriente». 

(Clicca sul link per leggere l'articolo su stampa.it)

22 gennaio 2009

Alcolici compromettono lo sviluppo del feto

Bere alcolici durante la gravidanza possa compromettere il corretto sviluppo del feto. Gli alcolici andrebbero evitati soprattutto nel primo trimestre che è il periodo in cui si formano organi fondamentali. A conferma di ciò arriva una ricerca condotta in Australia e pubblicata sul British Journal of Obstetrics and Gynaecology che rivela come bere alcolici in gravidanza aumenti dell’80% il rischio di partorire prematuramente.
La ricerca ha preso in esame 4.719 donne e ha analizzato il consumo moderato o eccessivo di alcolici nel corso della gravidanza. I maggiori rischi sembrano essere riservati, in maniera apparentemente inspiegabile, alle donne che avevano bevuto – anche moderate quantità di alcolici – durante i primi tre mesi di gravidanza e poi avevano smesso.
Colleen O’Leary, responsabile dello studio, ha sottolineato che nelle prime settimane di gravidanza è verosimile che le donne bevano perché non sanno ancora di essere incinte; eppure il primo trimestre è particolarmente delicato e bisognerebbe prestare particolare attenzione se si sta cercando una gravidanza.

Fonte: paginemediche.it, 22 gennaio 2009

20 gennaio 2009

La paura

Oggi sono intervenuta alla presentazione del libro "Dopo un cesareo" (Ivana Arena, Bonomi). E' stato molto stimolante ascoltare le opinioni dell'autrice e degli altri "presentatori" (una ginecologa, un'avvocatessa, una giornalista) . E soprattutto delle donne presenti. Andando al sodo, la parola che mi sembra possa accomunare gli argomenti affrontati, e' la "paura". Paura dell'ignoto, paura che qualcosa non vada come dovrebbe andare, paura del giudizio degli altri, paura di sbagliare, paura di non capire, paura di non essere capite, paura di non essere all'altezza.
    La paura porta così ad affidarsi agli altri, incondizionatamente, a non tener conto dei bisogni più profondi. Non ci si chiede, insomma, 'cosa voglio?'. Ma 'cosa ci si aspetta che io faccia?'. Io nel mio libro faccio un appello alle donne perché smettano di credere nei luoghi comuni sul parto, nelle "verità assolute" della classe medica, e invece prendano le loro decisioni dopo essersi informate, capiscano fino in fondo cosa vogliono dal loro parto, si mettano in gioco, anche se a volte è faticoso e doloroso.
   E mi rendo conto che alla fine il modo di vivere il parto diventa inevitabilmente il risultato di quello che siamo, vogliamo... o che non vogliamo.
   Non vogliamo metterci in discussione, né mettere in discussione le procedure che, ci hanno insegnato, sono quelle giuste da seguire. Perché "si fa così", tutte le altre lo fanno. Perché per noi dovrebbe essere diverso? Molte neomamme, quando abdicano ai loro bisogni  e desideri più profondi, dopo il parto provano sensazioni di tristezza, umiliazione, rabbia. Perché non hanno vissuto questo evento come si sarebbero aspettate di viverlo, perché hanno dato più ascolto alle "regole prestabilite" (da chi? e perché?) che a se stesse. Ma poi cacciano via questi sentimenti di frustrazione perché i loro piccoli ormai sono lì, teneri esserini che chiedono amore, cure e attenzioni. E non c'è più tempo per pensare, riflettere su quello che è successo. O che non è successo.
   E la catena continua, il passato diventa presente e il presente diventerà il futuro di altre donne, delle nostre figlie, e delle figlie delle nostre figlie.
   Se non siamo soddisfatte, se restiamo deluse, è inutile prendersela con quel ginecologo o con quell'infermiera, ostetrica, anestesista, con il partner, la suocera, o la struttura medica.... 
   Le uniche con cui dobbiamo prendercela, alla fine, siamo solo noi stesse. Perché dovremmo lottare, batterci, scontrarci ed esigere di più. Non accettare più compromessi o ricatti ("se lei non fa come le dico mette in pericolo suo figlio", dicono spesso gli "operatori della nascita").
   La paura è una brutta bestia, nel parto e.... nella nostra vita. Prima ce ne libereremo, prima riusciremo a cambiare, anche se ci vorrà molto tempo, le cose.  

18 gennaio 2009

Dopo un cesareo

"Dopo un cesareo" è il titolo di un bel libro di una mia amica ostetrica, Ivana Arena, che verrà presentato a Roma martedì prossimo. Lo consiglio vivamente a tutte le donne che vogliono informarsi e avere sostegno in vista di un cesareo necessario, ma anche a quelle donne che vogliono evitarne uno inutile (purtroppo in Italia avviene nella maggioranza dei casi) e a quelle che l'hanno subìto e vissuto in maniera traumatica.
Sarà un'occasione per parlare, confrontarsi e informarsi su molti aspetti, culturali, psicologici e anche pratici, della nascita. Alla presentazione (alla libreria Melbookstore in via Nazionale, alle ore 18) faro' un intervento, dando cosi' anche il mio contributo alla discussione.
Vi aspetto!

17 gennaio 2009

Record di cesarei? Si', ma non a Milano

Altro che nuova moda del parto cesareo sulle orme dell'attrice Angelina Jolie e della guardasigilli francese Rachida Dati. Milano (e la Lombardia) sono in controtendenza rispetto al resto d'Italia. Qui le nascite con i bisturi hanno cominciato, a sorpresa, a scendere. Anche se il calo non è neppure di mezzo punto percentuale in tre anni, l'inversione della curva fa notizia di per sé: mentre nel Lazio l'aumento è dell'1% l'anno e il cesareo viene considerato addirittura il modo di partorire del futuro, come riportato ieri dal Corriere della Sera, sotto la Madonnina tira un'altra aria.
Fonte: corrieredellasera.it, 15 gennaio 2009

(clicca sul titolo del post per leggere l'articolo integrale)

Ecco come il neonato succhia il latte materno

È stato svelato dalla scienza il meccanismo che consente ai neonati di succhiare il latte dalle mammelle della mamma. La ricerca 'Tongue movement and intra-oral vacuum in breastfeeding infants', pubblicata sulla rivista Early Human Development, è stata condotta da Donna Geddes e dal suo team, della University of Western Australia.
Questo studio aiuta finalmente a scoprire qual è il meccanismo attraverso il quale il bambino estrae il latte materno dal seno ed il ruolo cruciale della posizione del capezzolo nella bocca del neonato. Grazie al supporto di Medela, azienda leader mondiale per la produzione di tiralatte e accessori per l'allattamento al seno, che promuove le attività dello Human Lactation Reasearch Group, la dottoressa Geddes ha potuto eseguire le ricerche mediante una sofisticata tecnologia a ultrasuoni che ha permesso di dimostrare che il vuoto che il neonato applica quando è attaccato al seno è fondamentale per la fuoriuscita del latte.
Lo studio getta inoltre nuova luce sul ruolo cruciale del posizionamento del capezzolo all'interno della bocca del neonato.
Fonte: italiasalute.it, 17 gennaio 2009
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16 gennaio 2009

Muore neonata dopo il cesareo, aperta inchiesta ad Agrigento

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta sulla morte di una neonata avvenuta, lunedì scorso, all'ospedale Barone Lombardo di Canicattì. 
La madre, una casalinga di 27 anni, aveva già concluso i 9 mesi di gestazione, quando i medici hanno deciso di sottoporla al taglio cesareo. 
La neonata però è nata morta. La cartella clinica della donna è stata sequestrata. I pm hanno disposto l'autopsia.

Fonte: Agrigentoweb.it, 16 gennaio 2009

Mamme piu' ansiose e aggressive con l'epidurale

I cambiamenti psicofisiologici che sopravvengono nella donna dopo il parto sono una parte importante del processo di adattamento che le orienterà verso il comportamento materno. Questi comportamenti, mediati dagli ormoni, possono subire variazioni in conseguenza di condizioni perinatali, come il cesareo, ma anche di effetti farmacologici, come la perfusione di ossitocina o l’epidurale. Questa ipotesi di lavoro è stata esplorata da ricercatori svedesi, che illustrano il loro studio sulla rivista Archives of Womens’ Mental Health. Dopo il parto, notevoli cambiamenti avvengono nel profilo della personalità della donna, in particolare di quella che allatta. L’ansia è minore, l’atteggiamento è più calmo e rilassato, e la socievolezza aumenta. Questi aspetti, che perdurano anche diverse settimane dopo il parto, aiutano la puerpera ad adattarsi al ruolo di madre e a sintonizzarsi sul neonato e sui suoi bisogni. Precedenti studi hanno mostrato come alcuni ormoni svolgano un importante ruolo di mediatori in questi cambiamenti; in particolare, l’ossitocina, che viene secreta naturalmente in elevate quantità durante il travaglio e l’allattamento, ha mostrato non solo di modificare i tratti della personalità, ma anche di incidere sul comportamento materno e la formazione del legame con il neonato. Secondo gli autori della ricerca, le donne che hanno ricevuto un’epidurale "hanno punteggi significativamente più elevati su alcune sottoscale relative all’ansia e all’aggressione/ostilità, e punteggi più bassi sulle scale relative alla socializzazione”. Gli effetti di queste differenze si attenuano con il tempo, però gli atteggiamenti comportamentali permangono per i primi mesi, forse perché questi farmaci alterano le dinamiche in gioco nel cosiddetto 'periodo sensibile' relativo alle primissime ore post-parto. 
   Il meccanismo d'azione potrebbe essere dato dall’effetto inibitore che la buvipicaina dell’epidurale ha sulla trasmissione degli impulsi nervosi dolorosi, ma anche degli impulsi che mediano la risposta ossitocinica; in effetti la pulsatilità dell’ossitocina rilasciata nelle settimane successive al parto risulta ridotta nelle donne che hanno avuto un’epidurale.
 Gli autori raccomandano cautela nell’interpretazione dei risultati: il campione è piccolo, non randomizzato, e le donne con epidurale potrebbero avere caratteristiche di personalità di base differenti da quelle che non hanno avuto analgesia in travaglio; in ogni caso i dati sono coerenti con le precedenti ricerche, e pertanto gli studiosi raccomandano studi di approfondimento. 
Fonte. Jonas W, Nissen E et al. Influence of oxytocin or epidural analgesia on personality profile in breastfeeding women: a comparative study. Arch Womens Ment Health 2008, citato da Antonella Sagone in Pensiero scientifico, 15 gennaio 2009
(clicca sul titolo per leggere l'articolo integrale)

14 gennaio 2009

Evitare il travaglio scelta di libertà o fuga dalla responsabilità?

A proposito di un articolo del Corriere della Sera di oggi titolato "Evitare il travaglio scelta di liberta'", in cui si citano tutte le "star" e le "vip" che hanno fatto il cesareo: il fatto che Rachida Dati, Madonna o Angelina Jolie abbiano scelto di fare il cesareo, non significa che le donne debbano seguire il loro esempio. Credo che le donne siano piu' intelligenti di quanto si pensi e siano capaci di intendere... e di volere.
Mi stupisco che uno dei maggiori quotidiani italiani abbia messo cosi' in evidenza una tendenza, una moda, che riguarda personaggi a noi molto lontani, senza peraltro dare voce a chi invece non la pensa cosi' e ha un approccio un po' piu' complesso, responsabile (e informato) sul tema della nascita.
E' la stampa... bellezza! (purtroppo).

(clicca sul titolo del post per leggere l'articolo integrale)

9 neonati su 10 col cesareo alla Mater Dei di Roma

Oggi è uscito un articolo inquietante sul Corriere della Sera su una clinica romana, la Mater Dei, dove 9 bambini su 10 nascono chirurgicamente. Non è una novita', purtroppo. Ma una conferma che stiamo precipitando verso una totale medicalizzazione del parto.
La cosa più preoccupante è che i ginecologi interpellati nell'articolo predicono : ''Tra 10 anni sarà così in tutta Italia". "Se una donna è minimamente a rischio la spingiamo verso la chirurgia", dicono. Negando che il cesareo renda di piu' in termini economici.
Occorre una urgente inversione di tendenza. Il cesareo, necessario in alcuni casi, comporta dei rischi. E' un'operazione chirurgica e come tale va affrontata. Per non parlare dei rischi per i neonati, che non passando naturalmente attraverso il canale del parto, nascono con problemi respiratori e hanno una probabilità di ammalarsi d'asma superiore dell'80% rispetto ai nati con parto naturale. Dopo un parto cesareo si raddoppia il rischio di gravidanze extrauterine e di aborti spontanei. Senza dimenticare il legame, stabilito da recenti ricerche, tra cesareo e depressione post-partum.
Ma per i ginecologi è più importante tutelarsi da eventuali cause legali, applicando rigorosamente la medicina difensiva per evitare ogni rischio di denuncia.
Ma anche noi donne siamo complici di questa folle visione del parto. Quando ce ne renderemo conto?
(clicca sul titolo del post per leggere l'articolo del Corriere della Sera)

12 gennaio 2009

Test in gravidanza predice rischio autismo

La misura dei livelli di testosterone nell'utero potrebbe aiutare a prevedere se un bambino può diventare autistico. Secondo uno studio pubblicato sull'ultimo numero della rivista British Journal of Psychology, per effettuare il test basterebbe il prelievo del liquido amniotico.
 La ricerca, guidata da Bonnie Auyeung della Cambridge University, ha tenuto sotto osservazione per otto anni 235 bambini le cui madri si erano sottoposte ad amniocentesi. Secondo gli autori, ci sarebbe una stretta relazione tra alti livelli di testosterone nell'utero e lo sviluppo di tratti tipici dell'autismo, come la mancanza di socializzazione e un vocabolario ridotto. 
Inoltre, la probabilità che sia coinvolto proprio l'ormone maschile è giustificata anche dal fatto che la gran parte dei soggetti autistici sono di sesso maschile.

Fonte: ANSA, 12 gennaio 2009

09 gennaio 2009

Riconoscere il lavoro delle casalinghe

''L'appello della Chiesa per un riconoscimento economico alle donne che svolgono l'importante funzione di casalinga va accolto con piacere ed attentamente ascoltato": così il ministro per le Pari Opportunita' Mara Carfagna ha commentato le parole del card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia.
''Chi dedica la propria vita alla crescita dei figli evitando devianze giovanili ormai all'ordine del giorno e garantisce l'unita' del nucleo fondamentale della nostra societa' svolge un lavoro socialmente importante e merita un segnale di forte attenzione. Il governo porra' certamente l'attenzione sulla possibilita' di sostenere le casalinghe e si impegnera' per varare misure e predisporre strumenti che possano favorire la conciliazione tra maternita' e lavoro, come avviene in molti paesi'', ha aggiunto il ministro.
Vedremo....

Fonte: ANSA, 9 gennaio 2009

Cesareo, prima di 39 settimane rischi per la salute del neonato

Ecco una notizia che conferma quanto sostengo nel mio libro ("Partorire senza paura", Red Edizioni, Milano 2008):
Nonostante il feto sia considerato maturo dopo 37 settimane di gravidanza, bambini nati con parto cesareo prima della 39/a settimana hanno una maggiore probabilità di sviluppare complicazioni di vario tipo, come infezioni, difficoltà respiratorie e ipoglicemia. A parlarne è stato uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine che ha coinvolto diversi centri ospedalieri in vari stati americani.
In totale sono stati registrati 24.077 parti cesarei, di cui 13.258 praticati senza giustificate ragioni di salute, ma semplicemente preferiti dalle madri. Di questi, il 6,3% è stato fatto alla 37/a settimana e il 29,5% alla 38/a. Secondo i medici americani, il doppio dei neonati di 37 settimane e il 50% in più di quelli di 38 hanno avuto difficoltà respiratorie e altre complicazioni rispetto ai neonati venuti al mondo dopo la 39/a settimana.

Fonte: ANSA, 9 gennaio 2009

08 gennaio 2009

L'epidurale, una panacea?

Quando si assumono farmaci per alleviare il dolore, tutto viene affidato al medico e la donna dipende da chi la assiste. I farmaci, se impiegati in dose potenti, possono interferire e alterare il funzionamento dell’utero e rallentare il travaglio, rendendo molto probabili misure per stimolare l’utero stesso. Ciò comporta altri interventi per monitorare il battito fetale e altri farmaci come antidoti a quelli somministrati per diminuire il dolore.

Bisognerebbe riflettere sul fatto che gli analgesici e gli anestetici possono essere usati dai medici anche per avere un migliore controllo sul parto: una paziente cui è stata fatta l’epidurale non sente dolore e quindi è certamente più docile e accessibile. Certo, se ci sono situazioni anomale, nessuno pensa che una donna debba affrontare un dolore insopportabile.  Grantly Dick-Read (*) sosteneva che “sopportare la sofferenza quando può essere mitigata, non è meno brutale che insistere sulla sofferenza quando non c’è...”. Ma aggiungeva che anestetici e analgesici andrebbero somministrati secondo “dosi ben determinate in ostetricia, come in ogni altra branca della medicina o in chirurgia”.

Quando si parla di farmaci, sarebbe utile porre alcune domande: come vengono somministrati? Quale effetto avrà su di me la dose minima e la dose massima? Quali  conseguenze avranno sul travaglio e sul bambino? Possono avere effetti collaterali di lunga durata? Oppure, quali sono le alternative? E’ molto importante informarsi prima di arrivare all’ultimo momento, quando è più difficile essere lucide e in grado di scegliere.


 * Grantly Dick-Read, ginecologo inglese e padre fondatore del movimento a favore del parto naturale, negli anni Venti insegnava che l’ignoranza produce paura, la paura provoca tensione, la tensione crea dolore. Un concetto confermato da una recente ricerca, secondo la quale la paura di soffrire scatena un meccanismo ansioso che fa sentire ancora più intensamente il dolore stesso. Una sorta di effetto placebo al contrario, per cui più si teme il dolore fisico, più questo viene avvertito .Nel 1933 pubblicò Childbirth without fear, che divenne un best-seller internazionale e rivoluzionò il concetto del parto, influenzando medici e studiosi di tutto il mondo. 


Tratto dal libro "Partorire senza paura", Red Edizioni, Milano 2008  

 

Presentazione a Milano


Il 24 gennaio 2009 presenterò a Milano il mio libro "Partorire senza paura".

Appuntamento alle ore 17 all'Associazione La Luna Nuova, in via Settembrini 3.

Interverranno Letizia Parolari, ginecologa, Giuseppe Paterlini, pediatra neonatologo dell'Ospedale San Gerardo di Monza, e Paola Scavello, ostetrica.

Vi aspetto !!!!

07 gennaio 2009

La ministra francese già al lavoro a 5 giorni dal parto


Appena cinque giorni dopo il parto Rachida Dati ha già indossato i tacchi a spillo per il primo consiglio dei ministri dell'anno all'Eliseo: uscita stamane dalla clinica parigina, dove ha dato alla luce la piccola Zohra solo venerdì scorso, la ministra francese della giustizia si è rimessa subito al lavoro. Questa mattina i fotografi l'hanno immortalata all'uscita dell'ospedale: in tailleur nero, accompagnata da una sorella, la ministra, 43 anni, ha sorriso ai flash stringendo tra le braccia il suo bebé avvolto in una copertina, ma senza fare commenti. Qualche passante le ha rivolto gli auguri battendo le mani. Dopo aver lasciato la bimba a casa, è andata a place Beauvau, alla sede del ministero dell'interno, dove si è tenuta la classica colazione di inizio anno con tutti i membri del governo.
Una scelta da applaudire o da condannare?

Fumo in gravidanza aumenta aggressivita' dei bimbi


Le donne che fumano durante la gravidanza danno alla luce figli con un piu' alto rischio di diventare aggressivi. Lo ha rivelato uno studio condotto da ricercatori del Quebec e olandesi e pubblicato sulla rivista Development and Psychopathology. I bambini nati da donne fumatrici sarebbero piu' veloci nel picchiare, mordere, scalciare, combattere e fare i prepotenti. Il tabacco utilizzato durante la gravidanza e' stato gia' associato con una lunga lista di effetti collaterali pericolosi, inclusi lo scarso peso del piccolo, la sindrome della morte improvvisa e problemi del comportamento dei bambini.
''La novita' di questo studio - ha spiegato Jean Seguin, ricercatore all'Universita' di Montreal, uno dei responsabili della ricerca - sta nel fatto che abbiamo stabilito un collegamento tra il fumo e le aggressioni fisiche in bambini piccolissimi, dai 17 ai 42 mesi di vita''.
Fonte: ANSA, 7 gennaio 2009

Usa la pillola e dà alla luce tre gemelle

La contraccezione è valida nel 99% dei casi, sia che si parli di pillola anticoncezionale che di preservativo. Nelle stesse confezioni viene sottolineato che si tratta di rimedi non "infallibili". Esiste dunque il famoso 1% di possibilità che arrivi una gravidanza.
Kirsty Hale, 22 anni, rappresenta quell'1% da quando ha scoperto di essere incinta di tre gemelle. Cosi' nello Hampshire sono nate Gabriella, Lily e Alicia, omozigoti, con due mesi di anticipo, grazie ad un parto cesareo.
Un caso come quello di Kirsty, dare cioè alla luce dei gemelli senza essersi sottoposta a cure di fertilità, si verifica una volta ogni 200 milioni. Rimanere incinta, nonostante l'uso della pillola, come detto prima, solo una volta su cento.
Fonte: tifeoweb.it, 7 gennaio 2009

Danzatrici del ventre per aiutare le mamme a partorire


Una volta, tempo fa, ovviamente, le donne partorivano in casa. Quando andava di lusso c’era la “levatrice”. Adesso per “agevolare” il primo vagito è arrivata nientemeno che la danza del ventre.
L’esperimento unico in Italia è stato avviato all’ospedale di Vimercate, dove hanno assunto danzatrici del ventre con il preciso scopo di aiutare le mamme a partorire. La singolare iniziativa è stata “partorita” dal reparto di ostetricia e ginecologia guidato da Giulio Polizzotti, cultore degli aspetti psicologici della nascita ed erede scientifico del suo predecessore, il professor Miraglia, che per primo introdusse i corsi di preparazione al parto. Si insegnava alle donne la difficile arte del rilassamento muscolare, l’unica cura che possa rendere indolore, o quasi, il lieto evento.
«Una danza per la vita» e «Dolce attesa», questi i nomi scelti per le nuove lezioni. Le future mamme possono iscriversi dal quarto o dal sesto mese versando una quota al Centro Unico di Prenotazione.
L’obiettivo è attrarre utenza, offrendo servizi d’avanguardia che hanno una lunga tradizione nella struttura ospedaliera di Vimercate. Qui, nel 1995, si è provato il primo parto in acqua. Una tecnica, ancora oggi seguita da migliaia di mamme.
Fonte:. IlGiornale.it, 7 gennaio 2009

06 gennaio 2009

E' nato il 100° bambino in acqua al Santa Corona


E’ nato giovedì mattina 4 dicembre alle ore 8.45 un bel maschietto. Pesava 3,120 chili. I suoi genitori lo hanno chiamato Pietro.
Per il Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Corona è un bambino speciale: il centesimo nato in acqua, nell’accogliente “sala Blu”, che ospita la vasca dedicata ai parti.
Dopo la prima esperienza nel febbraio 2006, il parto in acqua è diventata qui una realtà quasi costante: una scelta consapevole che la donna, con il supporto ed il consiglio dell'ostetrica, intraprende per il benessere del bambino. 
Fonte: ClicMedicina.it, 9 dicembre 2008

02 gennaio 2009

E' Micaela la prima nata del 2009!


La prima nata in Italia nel 2009 è la piccola Micaela Perfetto, venuta al mondo nell'ospedale di Pescara appena tre secondi dopo lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. Micaela è la secondogenita di una coppia di pescaresi e oltre al primato sull'ora della nascita Micaela e la sua mamma, la signora Cinzia Masciulli Ferri, potrebbero aggiudicarsi anche un altro record. Quello della velocità con cui la bimba è venuta alla luce: 5 minuti e tre secondi.

Goditi il parto!

Goditi il parto!

Spot diretto da Pietro Jona - Musica: "Vivi davvero" di Giorgia

Non avere paura della paura!


Ho sviluppato una nuova filosofia: provo paura solo una volta al giorno.

Charlie Brown

Si hanno pregiudizi ogni qualvolta si ha paura di una trasformazione.

Elias Canetti


Non puoi avere paura di stare sulla punta dei piedi se vuoi andare a ballare.

Lewis Freedman


Il coraggio non è assenza di paura, ma piuttosto ritenere che qualcos’altro sia più importante della paura stessa. Ambrose Redmoon


Ogni giorno fai qualcosa che ti spaventa.

Eleanor Roosvelt


Lasciatemi affermare la salda convinzione che l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura.

Franklin D. Roosevelt


Il coraggio è la resistenza alla paura, dominarla, non assenza di paura.

Mark Twain